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Come diventare ricercatore: studi e possibilità

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Chiedersi come diventare ricercatore è piuttosto normale se si ambisce a vivere di una grande passione: lo studio. Ti capiamo, sai? Anche noi amiamo il mondo del sapere, della conoscenza e della formazione. Ci occupiamo di questo per passione, non per mero interesse. Chi si trova nel suo ambiente quando è circondato di libri, paper, ricerche e di domande a cui trovare risposta probabilmente ha un destino segnato nel mondo della ricerca universitaria. Quali sono gli step da compiere per raggiungere questo obiettivo?

Diventare ricercatore: i requisiti

carriera universitariaMolti studenti sognano di diventare ricercatori accademici, si immaginano una vita di avventurose speculazioni nella materia da loro scelta. Ed in effetti i ricercatori dedicano la loro vita ad approfondire un’area disciplinare e un argomento di ricerca. Forse non tutta la loro vita, ma una parte significativa se non per durata per intensità e valore. La carriera universitaria è un cammino denso di sfide e di emozioni, anche piuttosto forti, chi pensa che lo studio sia un gioco da ragazzi farebbe bene a non prendere alla leggera questa scelta.

Spesso chi diventa ricercatore lo fa per una passione che alimenta la sua motivazione, ma che si spinge oltre. Pensa alla ricerca in campo medico, senza l’impeto di molti studiosi non si sarebbe progredito oltre nella cura di alcune malattie, non ci sarebbe stata la rapidità con cui abbiamo individuato soluzioni vaccinali per contrastare la pandemia da Coronavirus.

Cosa fa il ricercatore? Spesso partecipa attivamente alle attività dell’ateneo e dei canali a questo collegati. Il suo impegno e determinazione possono sfociare in una nomina da professore universitario, una soddisfazione immensa per chi si è impegnato nello studio e si ritrova a sua volta a diffonderlo.

Diventare ricercatore universitario non è un gioco da ragazzi, come abbiamo già voluto sottolineare. Studio e ricerca implicano tanto, se non di più, impegno quanto quello che viene riversato in altre carriere di tutto rispetto. Prima di diventare professore ordinario o associato, o prima di ricoprire qualsiasi altra carica a livello istituzionale e accademico è necessario fare gavetta, spendere tempo ed energia per un sogno in cui si crede ciecamente.

Avendo fatto queste premesse ci sembra abbastanza ovvio che tra i requisiti del futuro ricercatore all’università ci sia la laurea magistrale e il famigerato dottorato di ricerca, che rappresenta proprio il primo step, quello più vicino alla figura del ricercatore. Il suo ruolo non si limita a quello di uno studente speciale, ma si caratterizza per la spinta alle proposte, alla risoluzione di problemi disciplinari, all’ideazione e verifica di esperimenti, e molto altro.

Il curriculum da ricercatore deve avere determinate caratteristiche di “prestigio”, come pubblicazioni scientifiche su riviste specializzate, sulla materia di studio, ed altre esperienze di ricerca non obbligatoriamente legate all’ambiente di ricerca, ma anche all’interno di altri enti e istituzioni. I titoli di studio universitario non sono gli unici elementi che concorrono a far totalizzare punteggio valido per il superamento della prova di concorso pubblico per diventare ricercatore.

I concorsi pubblici si svolgono negli atenei in cui sono aperte le posizioni da ricercatore, e da questi vengono gestiti in autonomia, senza scadenza previste su scala nazionale, ma attraverso pubblicazioni che tengono conto delle necessità dell’istituzione e delle tempistiche proprie di ognuno. Pertanto le selezioni vengono aperte in ogni momento utile ritenuto opportuno.

Il concorso per diventare ricercatore

diventare ricercatori accademiciVuoi sapere come diventare ricercatore? Dovrai superare un concorso, preparati. Gli aspiranti ricercatori, in seguito al proprio percorso formativo che li abilita alla partecipazione ai concorsi pubblici possono partecipare alle selezioni aperte da qualsiasi facoltà (ovviamente, crediamo non ci sia bisogno di sottolinearlo, ci si deve iscrivere a selezioni attinenti il proprio pregresso curriculum formativo, di studio e di ricerca). Non si è obbligati a partecipare esclusivamente a posizioni pertinenti l’università in cui si è conseguito lo studio.

Di solito le selezioni prevedono tre prove: due scritte e una orale:

  • la prima prova scritta verte sulla realizzazione di un tema relativo al percorso di studi in questione
  • la seconda prova scritta è un’esercitazione su un argomento affrontato durante il percorso
  • la prova orale consiste in un colloquio volto a testare le conoscenze del candidato sui temi del percorso di studi

La prova orale gioca un ruolo molto importante in questo susseguirsi di valutazioni, non è la più semplice come molti credono. Si deve dedicare molta attenzione a questa prova, perché è proprio questa che viene tenuta in grande considerazione dalla Commissione. Il curriculum sarà un altro elemento preponderante nel soppesare la candidatura. Le esperienze lavorative precedenti, soprattutto se svolte all’estero danno una marcia in più alla possibilità di superare il concorso e diventare a tutti gli effetti ricercatori universitari.

Le tipologie di ricercatore universitario

Il ricercatore viene assunto dall’università tramite un contratto, a tempo determinato. La legge prevede due diverse tipologie di contratto, contraddistinte da caratteristiche diverse:

  • tipo A (RTDa) ricercatore a tempo determinato con contratto di durata triennale, rinnovabile per altri due anni una sola volta
  • tipo B (RTDb) ricercatore a tempo determinato con contratto di durata triennale non rinnovabile

La seconda tipologia di contratto da ricercatore universitario di solito diventa un ponte per assumere il ricercatore come Professore Associato, una posizione favorevole per diventare poi, in un secondo momento Professore Ordinario.
Ma veniamo a una domanda particolarmente interessante. Quanto guadagna un ricercatore universitario? Il ricercatore è comunque una condizione di passaggio, che fa da ponte alla posizione da professore universitario, associato oppure ordinario. Possiamo affermare, in via molto generale, che non ci sono grossissime differenze tra le attività svolte dalle due tipologie di professori, differenze che non distanziano di tanto a livello didattico neanche i ricercatori. Anche questi svolgono sempre più attività di insegnamento, dal momento che le necessità delle università sono cresciute con l’incremento dell’università di massa.

Quello che cambia è lo stipendio. Un ricercatore universitario può guadagnare dai 1400 euro ai 1900 euro netti al mese, a seconda del grado di anzianità. I professori associati invece arrivano guadagnare intorno ai 2300 euro netti al mese, mentre gli ordinari anche 4000 euro. I professori a contratto, invece, risultando come liberi professionisti, possono svolgere attività di insegnamento presso diverse università, pertanto il loro stipendio cresce a seconda del numero di università con cui collaborano.

Abbiamo fatto una piccola panoramica dei requisiti per diventare ricercatore, dei guadagni, delle differenze tra i contratti. Non abbiamo potuto indicare nel dettaglio come si diventa ricercatori all’Università di Trieste, perché ogni università ha le sue regole e le sue particolari linee guida per questa occupazione, ma siamo felici se questo articolo ti è stato utile.

Crediamo che la carriera accademica sia fonte di grande soddisfazione per chi la intraprende e stimiamo chi sceglie di studiare all’università con costanza e impegno, mettendo il proprio sapere al servizio della comunità scientifica e della collettività.

Per aumentare le tue chance di diventare ricercatore potresti valutare anche l’iscrizione a un master post universitario. Sembra che dal prossimo anno accademico sarà possibile iscriversi contemporaneamente a due corsi di laurea oppure a un corso di laurea e a un master, si tratta di una misura rivoluzionaria che adegua l’Italia al resto d’Europa e che che permette a tutti gli studenti e le studentesse che vogliono proseguire nel solco accademico di poterlo fare dimezzando e ottimizzando i tempi.

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