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Tutela della proprietà intellettuale: cos’è e a cosa serve

La tutela della proprietà intellettuale è la materia della giurisprudenza che si occupa di proteggere la produzione creativa dell’individuo in campo sia artistico che scientifico. Una garanzia per tutti coloro che fanno nascere delle idee geniali e vogliono proteggerle dalla speculazione. Ecco spiegato nel dettaglio che cos’è e come funziona

Tutela della proprietà intellettuale: definizioni

copyright come funzionaEsiste la proprietà intellettuale, anche se le idee non hanno materia e forma fisica da esse possono manifestarmi opere d’arte, invenzioni e creazioni di ogni sorta. Dal diritto nasce una branca specifica che si occupa di queste questioni. Numerose norme e principi si premurano di proteggere le creazioni dell’intelletto e a seconda dell’oggetto in questione si applica un’iniziale distinzione:

  • Proprietà industriale
  • Copyright

La proprietà industriale non è la proprietà intellettuale, sono due cose ben diverse. Quella industriale si riferisce alla tutela dei brevetti, ma anche dei loghi, delle immagini legati ad un brand, marchi e segni che distinguono l’immagine stessa dell’azienda.

Il copyright invece (o diritto d’autore) è la parte più legata alle opere artistiche, ma anche ai disegni di tipo architettonico o alle produzioni in ambito letterario (romanzi, racconti, opere teatrali, saggi e molto altro).

Anche la tutela stessa può essere suddivisa in due categorie:

  • Tutela dal punto di vista personale
  • Tutela dal punto di vista patrimoniale

La prima è volta a garantire il riconoscimento dell’autore dell’opera, sancendo il suo diritto ad essere tutelato come scrittore o inventore, ad esempio.

Il secondo tipo di tutela, quella patrimoniale, garantisce il diritto dell’autore allo sfruttamento economico o commerciale della sua opera, includendo la possibilità di cedere i diritti di utilizzo di sfruttamento.

Opere dell’ingegno, brevetti e marchi

Il diritto ha strutturato una serie di norme per mettere ordine in eventuali diatribe inerenti la proprietà delle idee. Tali invenzioni dell’intelletto vengono anche chiamate opere dell’ingegno, un nome specifico della giurisprudenza che suona molto bene e restituisce l’idea della bellezza di queste creazioni. Opere che nascono dai talenti e dalle capacità degli individui, e che devono essere protette per assicurarne il valore e la proprietà di chi le ha ideate.

Le opere dell’intelletto in diritto vengono sottoposte a diversi regimi normativi a seconda delle loro caratteristiche e della tipologia di cui fanno parte:

  • Innovazioni tecniche e di design
  • Segni distintivi
  • Opere dell’ingegno creative

Nonostante provengano tutte dalla stessa fonte (creatività o intelletto) le prime sono invenzioni, disegni e modelli industriali, i secondi sono tutti i marchi che si riferiscono ai prodotti o ai brand (siano esse insegne o denominazioni, etc.). Le ultime sono tutte le opere che rientrano nel mondo della produzione culturale, artistica e creativa in senso ampio. Spesso si fa fatica ad accettare che le idee abbiano una proprietà, ma è così e tale dev’essere per dare valore al contributo che uomini e donne di cultura portano nel mondo, frutto di esperienze, studi, talenti o lampi di genio che si sono palesati grazie a loro e a nessun altro.

Per difendere la proprietà intellettuale sono stati istituititi degli uffici di marchi e brevetti in cui vengono:

  • Brevettate invenzioni e modelli di utilità
  • Registrati marchi, disegni e modelli

Sono questi i principali meccanismi di difesa. In Italia l’ufficio si occupa di questi processi l’Ufficio italiano Brevetti e Marchi (UIBM) che fa capo al Ministero dello Sviluppo Economico. Oltre a regolare tutte le attività di tipo amministrativo legate ai procedimenti di brevettazione e registrazione compie un’interessante lavoro di divulgazione, registrando nella sua banca dati tutte le opere d’ingegno poi rese pubbliche sul sito dell’Ufficio.
Chiunque desideri ottenere la proprietà intellettuale su una sua opera deve farne richiesta all’UIBM per ottenere la concessione dei titoli di proprietà, una volta ricevuta la domanda l’ufficio si occupa del controllo formale e tecnico e sceglie se dare alla domanda esito positivo o negativo.

Marchi e brevetti web e non: come registrarli?

registrazione brevettiLa registrazione di un marchio o di un brevetto può essere richiesta all’UIBM seguendo questa procedura:

  • Verifica dei requisiti di legge
  • Verifica che il nome dominio non sia già utilizzato
  • Controllo dell’assenza di connotazioni negative del marchio
  • Verifica che il nome del marchio non sia già esistente

Fortunatamente marchi e brevetti web possono essere registrati via internet, ancora una volta la tecnologia ci semplifica la vita. Molti marchi on line nascono esclusivamente grazie alle potenzialità della rete. Ecco i passaggi da seguire:

  • Iscrizione al portale UIBM
  • Inserimento dati
  • Invio domanda

Analizziamo questi tre passaggi per non perdere i dettagli. Per l’iscrizione è sufficiente connettersi sul sito corretto, dopo la procedura l’utente dovrà effettuare altri passaggi in cui compila e fornisce i dati anagrafici e le caratteristiche peculiari del marchio e brevetto web, insieme ad una serie di documenti da allegare che consentono di completare la trafila. La domanda viene poi inoltrata via web all’Ufficio, che se ne fa carico.

Sul sito UIBM è possibile scaricare i moduli da compilare. Solitamente per completare tutta la trafila sono necessari circa sei mesi, non di meno. Bisogna avere un po’ di pazienza, ma ne vale la pena quando in ballo c’è la proprietà delle tue idee.

La registrazione di un marchio: i costi

Ogni giorno un numero esorbitante di persone si alza di buonumore la mattina e pensa “ho avuto un’idea geniale”. In un mondo in cui tutto è concesso e tutto è gratis gli uffici di registrazione marchi e brevetti sarebbero pieni di individui con molta sicurezza di sé e poche buone idee. Fortunatamente non è così, registrare un marchio ha dei costi e non è così semplice. In Italia i costi sono i seguenti (meglio iniziare a tutelare la proprietà intellettuale sul proprio territorio nazionale, poi si è sempre in tempo per allargare gli orizzonti):

  • 34€ per la tutela della classe di prodotto o servizio
  • 16€ per la marca da bollo
  • 40€ per diritti di segreteria
  • 101€ di tasse all’UIB

Circa 190€, sia per la registrazione di un brevetto che per la registrazione un marchio, che hanno gli stessi costi di gestione e procedura.

Marchi comunitari e internazionali

Abbiamo parlato fino a qui della gestione della proprietà intellettuale a livello nazionale. Ma come fare se si vuole registrare un marchio comunitario. È possibile tutelare un Marchio Unione Europea, siglato come MUE, che garantisce al proprietario la tutela su tutti gli Stati dell’Unione. Una sola procedura per tutto, comoda, efficace e veloce. Anche in questo caso è possibile recapitare la domanda per via telematica all’ dell’EUIPO  (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale. La durata della proprietà è di dieci anni prorogabili. I costi in questo caso aumentano un po’, soprattutto se è necessario registrare più classi di prodotti.

  • 900€ fino a 3 classi
  • 150€ dalla terza classe in poi

Se si desidera è possibile registrare un marchio a livello internazionale, oltre i confini europei. Possono essere scelti paesi che sono al fuori, da selezionare al momento della registrazione. Prima però sarà comunque necessario registrarlo a livello nazionale o comunitario, senza questa condizione non è possibile fare richiesta all’OMPI (Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale) a cui aderiscono 97 stati che cooperano tra loro tramite uffici interni alle singole nazioni. È utile però segnalare un’importante distinzione: il marchio comunitario riceverà protezione in modo automatico su tutti gli stati facenti parte della comunità europea, mentre il marchio internazionale non ha una vera e propria copertura mondiale, ma solo quella degli Stati per cui viene richiesta al momento della registrazione. Non si possono definire preventivamente i costi, perché dipendono dal numero di stati scelti. Sul sito dell’Organizzazione è possibile reperire la lista degli stati membri per fare una prima stima dei costi.

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Film sul senso della vita: i migliori da vedere

Ci sono infinite ragioni per guardare film sul senso della vita: superare un momento di crisi, celebrare un successo, rilassarsi in una domenica qualsiasi. Per tutti questi motivi e per molti altri abbiamo pensato di redigere questa guida. Dieci film per riflettere su sé stessi e questa grande avventura dell’esistenza. Ogni film un punto di vista diverso, un elemento nuovo per comporre un puzzle folle e meraviglioso. Buona visione.

Film sul senso della vita: quali guardare?

Chi possiede una certa sensibilità è in grado di cogliere insegnamenti profondi anche da pellicole poco serie. Però c’è una categoria ben precisa di film capaci di porre e rispondere a domande esistenziali. Forse non si tratta esattamente di una categoria né di un genere, ma di un approccio più legato ad un certo tipo di regia o sceneggiatura. In questa lista abbiamo cercato di spaziare tra generi e tipologie, scegliendo tra film più o meno recenti. Quale sceglierai di vedere per primo?

Prima di iniziare la lista ci teniamo a sottolineare che non è una classifica, questi film sulla felicità o sulle crisi esistenziali non possono essere posti in un ordine di preferenza, sono tutti straordinari. Li elenchiamo così, in ordine sparso, sarai tu a stabilire quali saranno i tuoi preferiti.

Sliding Doors

Nella vita capita di trovarsi di fronte ad uno “sliding door”, un momento in cui per una banalissima scelta tutta la tua vita cambia. Un film sulla vita e le sue sorprese costantemente nascoste dietro l’angolo. O verrebbe da dire dietro la porta. Prendere o perdere la corsa di una metropolitana può cambiare l’intero destino della protagonista (Gwyneth Paltrow) che raggiunge due finali nettamente diversi a seconda di questi due diversi momenti scatenanti. Una buona sceneggiatura che introduce un originale espediente narrativo, attrice validissima in entrambe le versioni della storia e spinta a riflettere sui condizionamenti microscopici che l’esistenza ci mette di fronte.

Limitless

In questo film che coniuga diversissimi generi, dal thriller all’action movie, passando per la fantascienza, ci troviamo a seguire la vita di uno scrittore mediocre che incontra la possibilità di possedere un cervello dalle capacità intellettive infinite. Per ottenere questa super intelligenza deve però assumere una droga, innescando così una serie di conseguenze sulla sua vita, sul suo organismo e la sua esistenza. Un film che sconvolge anche dal punto di vista estetico e visuale, con effetti cinematografici di avanguardia, schizzati e postmoderni, che rendono bene l’idea dell’effetto di espansione neuronale. Un film per riflettere sulle conseguenze di un’iniezione di intelligenza fasulla in persone mediocri. Una pellicola sull’importanza dei limiti.

Sette anime

Il secondo film di Muccino in America forse è meglio riuscito del primo. Si tratta di un film esistenzialista. La storia è quella di Ben Thomas, che per redimersi da un errore del passato sceglie di cambiare la vita di sette brave persone. Un dramma a sfondo sociale che affronta anche tematiche spirituali, con una bellissima fotografia e degli ottimi attori. Se ti piacciono i film particolarmente intensi e drammatici questo fa al caso tuo. La critica si è divisa in due: da una parte chi l’ha apprezzato proprio per questa sua emotività, dall’altra chi lo ritiene troppo scontato e forzato. Tu da che parte stai?

Into The Wild

film su scelte importantiAbilmente girato da Sean Penn, questo film sulla vita di un giovane outsider è un classico per una generazione intera di liberi sognatori e viaggiatori. La storia racconta il viaggio Christopher McCandless, che dopo la laurea sceglie di tagliare del tutto con la vita civilizzata e intraprende un viaggio appunto nelle terre selvagge di Stati Uniti e Messico. Un viaggio che avrà un finale inaspettato, denso di forte prese di consapevolezze esistenziali e che si conclude con la straordinaria citazione:

La felicità è autentica solo se condivisa.

Sean Penn ha saputo attendere dieci anni per ottenere i diritti per la trasposizione cinematografica, un merito duplice, perché la sua caparbietà si aggiunge all’abilità di raccontare questa vicenda in modo elegante, diretto e profondo.

Il pianista

La Seconda Guerra Mondiale, e più in generale tutti i conflitti che hanno e continuano ad attraversare il pianeta, ci pongono di fronte ad interrogativi sul senso della vita. Un film sulla vita può benissimo prendere vita da questo momento storico, ispirarsi alle tragiche vicende e agli orrori della violenza per indagare a fondo nel cuore dell’uomo.
La storia è quella di un famoso pianista polacco che sfugge alla deportazione. Rifugiatosi nel ghetto di Varsavia, condivide con gli abitanti gioie e dolori, finché un ufficiale nazista che ama la musica sceglie di aiutarlo a continuare a vivere. Un film che stronca ogni divisione tra bene e male, che sceglie di condensare il messaggio dell’importanza di un linguaggio che unisce e non distrugge l’umanità.

Forrest Gump

Quando citiamo questo film siamo consapevoli che potrebbe essere inserito in moltissime altre liste. Sicuramente nei film più belli di sempre. Milioni di persone continuano a citarlo, a ricordarlo e a parlarne come di un capolavoro. Perché tale è. La storia è quella di Forrest Gump, un ingenuo che riuscirà a fare dalla sua vita un’esistenza straordinaria, diventando eroe di guerra, campione di football, icona ispirante per centinaia di persone che iniziano a seguirlo quando sceglie di iniziare a correre per tutti gli Stati Uniti. Altrettanto straordinaria la scena in cui i seguaci attendono un importante messaggio rivelatore da quello che hanno scambiato per un guru. La frase “sono un po’ stanchino” rende bene l’idea della spontaneità di un individuo leggero –come la piuma che ne rappresenta l’esistenza in apertura e chiusura della pellicola– capace di compiere grandi gesta.

The Big Kahuna

Uno di quei film ambientati dentro una stanza, di cui tutti ricordano il monologo finale, che andrebbe difatti citato tutto per rendere giustizia ad un testo che condensa molte frasi sul senso della vita. Lo stile quasi teatrale, basato su intensi dialoghi servono una sceneggiatura che racconta la sera del grande colpo, della grande vendita prevista da tre soci di una società che cercano di incastrare un ricco cliente. Un film che ha fatto vincere l’oscar al perfetto Kevin Spacey, un Kammerspiel (per gli amanti del genere “tutto in una stanza”) coi fiocchi.

Carnage

Per non abbandonare il filone Kammerspiel continuiamo con un film in cui le sole scene in esterni sono quella iniziale e finale. Per il resto ci troviamo dentro una casa dove due coppie di genitori cercano di mettere pace dopo un banale episodio di violenza infantile capitato tra i loro figli. Polanski compie un’impresa difficilissima, lo spettatore riesce a seguire i dialoghi nonostante il susseguirsi incessante e tagliente e la noia non fa capolino neanche una volta. Anzi, dopo la prima decina di minuti chi guarda si sente pervaso da uno stato di tensione che cresce, retto dall’interpretazione impeccabile di attori leggendari e da una regia che non ne sbaglia una.

Fight Club

film esistenzialistiLa violenza fa bene. Pare grottesco che un film riflessivo proponga questa teoria. In realtà l’idea di fondo nasce da un romanzo, ma sappiamo che spesso anche la fiction non è così tanto lontana dalla realtà. Il film è noto e arcinoto, la storia in cui Pitt e Norton (i due attori protagonisti) si incontrano durante una crisi esistenziale di uno dei due. Tyler (Brad Pitt) è un po’ il diavolo della situazione e convince il compare ad entrare in un “fight club” un luogo dove ci si incontra per darsele di santissima ragione, un massacro autorizzato, libero e consapevole. Ma Tyler vuole andare oltre e menare anche la società stessa, in un’escalation di violenza demolitrice a cui però l’amico si oppone. La visione è altamente consigliata a chi tollera la violenza e a chi ama i film intrippanti.

V per Vendetta

Un film comics tratto dal fumetto di Alan Moore. La storia è quella di V, l’uomo che veste la maschera di Guy Fawkes. In questa narrazione la storia non è andata esattamente come si pensava, e la Seconda Guerra Mondiale è stata vinta dai nazisti che hanno fatto anche della Gran Bretagna un paese affiliato a quelle idee politiche. Ma V è un rivoluzionario e vuole distruggere il totalitarismo. Il passato del ribelle si lega alla storia di Evey, che scoprendo cosa c’è dietro la maschera sceglierà di aderire alla causa. Un film sulle scelte importanti da prendere nella vita, sul prendere posizione non solo per se stessi ma per gli ideali, quelle idee così alte da connetterci al cielo e scrivere una nuova storia per l’umanità.

Inside Out

Volevamo inserire in questa lista di film sulla vita anche una pellicola d’animazione. Questa è quella perfetta. Inside Out è uno dei capolavori della Pixar Movies che propone una storia raccontata da un punto di vista assolutamente nuovo e originale: il punto di vista delle emozioni. È un film sulla felicità, ma anche sulla tristezza, rabbia, paura e disgusto. Dentro c’è tutta la psicologia. Tutte queste parti di noi diventano veri e propri protagonisti che vivono nella mente di una ragazzina di 11 anni alle prese con “lo schifo della vita”. Come si comporteranno i nostri eroi dentro lo scenario della sfera emotiva? Assolutamente meraviglioso!

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Musica per studio intenso: le nostre playlist

Sei seduto alla tua scrivania, alla ricerca di musica per studio intenso. Ti attende una lunga sessione di esami e sai che riuscirai a superarla soltanto se avrai come fedele compagna lei, la musica del tuo cuore. Ma anche quella che ancora non hai esplorato, capace di far danzare le tue sinapsi in modo rapido ed entusiasta verso il collegamento di concetti complessi e l’apprendimento di una grande quantità di nozioni. Ci vogliono le giuste playlist. Ed oggi è il tuo giorno fortunato perché noi ne abbiamo alcune a prova di trenta e lode.

Musica per studiare tanto: quale funziona?

musica rilassante per lo studioLa scienza non ha trovato un parere unanime rispetto alla comprovata efficace della musica nel miglioramento delle prestazioni di studio. Scienza a parte è una questione legata alla predisposizione personale e alle abitudini. Se riesci ad avere un buon livello di concentrazione su più cose contemporaneamente allora sei in grado anche di studiare con un sottofondo, di qualsiasi tipo. Altrimenti necessiti di silenzio, pertanto non è neanche particolarmente utile per te arrivare alla fine dell’articolo. Però se continuerai a leggere sappi che potresti scoprire un mondo nascosto, una musica per studiare che finalmente sarà in grado di innalzare le tue prestazioni e favorire in modo pulito, immediato e rilassato la tua attenzione.

Quindi va bene la musica per le sessioni di studio ma dipende da te. E non solo. Dipende dal tipo di musica. Se tu ami un genere in particolare può farti sentire a tuo agio e stimolato mettere il tuo cd preferito come sottofondo, ma probabilmente la tua mente tenderà a focalizzarsi spesso su quell’assolo lì, su quell’altro strumento là. E non va bene. Non vanno bene neanche le canzoni con ritmi troppo incalzanti e con testi accesi e complessi. No al rap, al metal, al rock duro, e tanto meno alla trap. Invece sì alla musica:

  • Ambient
  • Trip hop
  • IDM
  • Classica
  • Downtempo
  • Minimalista
  • Acusmatica
  • Musica concreta
  • Musica strumentale

Buona parte di questi generi sono dentro la grande famiglia della musica elettronica, ma non solo. Questo perché grazie all’elettronica è possibile riprodurre suoni e frequenze in grado di attivare delle parti del cervello deputate all’attenzione e alla concentrazione. Seguici in questo fantastico viaggio nella musica per memorizzare e studiare meglio e avrai delle playlist meravigliose per gli esami del tuo corso di laurea.

Playlist per lo studio: le nostre preferite

Abbiamo fatto una ricerca su quali fossero i generi più adatti per lo studio matto e disperatissimo. E in cima alla nostra lista è giunta la musica ambient. Questo genere che purtroppo resta ancora sconosciuto ai più custodisce perle di rara bellezza ma soprattutto brani che aprono la mente alla possibilità di rilassarsi ed essere più produttive.

Ci sentiamo di dover spendere qualche parola sulla potenza di questa musica e per levare qualsiasi fraintendimento sottolineiamo che la musica ambient:

  • Non è musica coi suoni della natura
  • Non è musica per gli ambienti

Con questo temine si intende un genere che ricrea delle atmosfere. Sono questi “ambienti sonori” il nucleo essenziale di questa tipologia musicale, non il ritmo e la struttura. I brani dei più grandi esponenti del genere restano impressi per la capacità di creare spazi musicali nuovi, che possono ricordare gli ambienti naturali, ma non necessariamente. Il più grande musicista ambient è Brian Eno. E partendo da lui puoi creare una playlist aggiungendo:

  • Harold Budd
  • Stars of the Lid
  • William Basinski
  • Tim Hecher
  • Chihei Hatakeyama

Stiamo parlando di musica con decenni di storia. Ti stupirai del mondo che c’è dietro questo genere, che affonda le radici probabilmente nella musica concreta e nella musica minimalista. Vediamo anche queste nel dettaglio così troverai altri spunti per arricchire la tua playlist per lo studio.

Musica adatta a studiare: minimalista e concreta

musica adatta per studiareLa musica minimalista nasce da Pierre Schaffer, e da qui si presume che nacque la musica elettronica. Veniva realizzata utilizzando dei magnetofoni o giradischi e registrando dei suoni che poi venivano manipolati. I suoni registrati provenivano da:

 

  • Rumori
  • Strumenti tradizionali
  • Voci
  • Suoni naturali

Anche se si tratta di qualcosa di estremamente sperimentale e insolito può essere una musica perfetta per concentrarsi, perché ricrea una naturalità nell’ambiente, non presenta particolari variazioni di ritmo ed è totalmente priva di testo. Tra gli artisti da segnare per la super playlist motivazionale ti consigliamo di scegliere:

  • Bernard Parmegiani
  • François Bayle
  • John Cage

Soprattutto il primo ti potrà tenere divinamente compagnia in qualsiasi tragico momento di sconforto.

La musica minimalista però è molto meglio, dobbiamo ammetterlo. Provala, non te pentirai. Anzi, probabilmente ci sarai già arrivato da solo. Mai sentiti i nomi di:

  • Terry Riley
  • Steve Reich
  • Philip Glass
  • Erik Satie

Se la risposta è no rimedia immediatamente! La musica minimalista per studiare rende semplice qualsiasi cosa complessa, anche le ore di studio, anche i manuali di ingegneria più assurdi in assoluto. Schemi semplici e costanti, orchestre o piani solo che riproducono calma e pace che il tuo cervello recepisce subito come la perfetta colonna sonora per studiare fino a notte fonda.

Canzoni per studiare: quali scegliere

Ti abbiamo già detto che siamo convinti che la musica elettronica abbia una marcia in più. Quella distensiva, più tranquilla e meno ritmata. Un esempio rappresentano la musica downtempo e la IDM. Per che cosa sta questa sigla? Per Intellingent Dance Music, quindi che cosa c’è di meglio di una musica intelligente? Per dare ancora più spessore alla tua playlist di studio prova ad aggiungere qualche traccia dei seguenti gruppi:

  • Telefon Tel Aviv
  • Autechre
  • Oval
  • Lali Puna
  • Moderat

Ovviamente tra questi gruppi dovrai comunque operare una selezione su quello che rispecchia i tuoi gusti e che pensi che aiuti i tuoi neuroni a prepararsi a recepire le nozioni nel modo migliore.

Anche la downtempo agisce in maniera favorevole sul cervello creando un ambiente sereno e al tempo stesso stimolante. Simile alla musica ambientale e all’house ha un ritmo semplice e molto calmo, ideali per fare da sfondo ad una sessione di studio. Rispetto alla musica ambientale mette l’accento su ritmo e groove, però senza esagerazioni. Ti consigliamo di ascoltare:

  • Kruder & Dorfmeister
  • Bonobo
  • Gotan project
  • Four tet
  • Tosca

Per il momento con la musica elettronica abbiamo concluso, non ci resta che addentrarci nel mondo della musica classica, tradizionalmente la musica più adatta alla concentrazione.

Musica strumentale e classica per lo studio

La musica di Mozart è stata scientificamente studiata per comprendere quali conseguenze positive riversa sul funzionamento del cervello. I risultati sono stati stupefacenti. Per cui ti consigliamo ovviamente di metterlo in lista. Ma non fermarti a questo grande nome. La musica classica continua ad essere fonte di ispirazione per molti musicisti. Fai una ricerca e lasciati guidare dall’intuito.

Puoi allargarti fino ad abbracciare la musica strumentale e sperimentale, individuando le sonorità che ti ispirano di più. Per strumentale possiamo intendere Ludovico Einaudi e Giovanni Allevi, solo per citare i più famosi. Se invece ti affascina maggiormente un approccio più sperimentale prova ad ascoltare Uakti, un gruppo brasiliano che crea straordinarie musiche con strumenti autoprodotti, oppure Sir Richard Bishop, un chitarrista strumentale che si adatta molto bene ai pomeriggi di studio. E poi ci sono le colonne sonore.

La varietà della musica è infinita. Le potenzialità sono immense. Utilizzarla per lo studio è un immenso piacere, perché ti guida verso un’attitudine mentale più attenta e predisposta alla concentrazione.

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Combattere la pigrizia: ecco come essere più produttivo

Combattere la pigrizia è il tuo prossimo obiettivo? Sei stanco di essere stanco, ammettilo. Vuoi dare una scrollata alla tua vita, vuoi urlargli nelle orecchie “svegliati!” e sai che per farlo devi rinunciare al divano. Hai deciso di fare il pieno di nuova energia ma il solo fatto di averlo deciso non cambia le cose. Sai che è arrivato il momento di agire e ora ti serve un vero e proprio piano di azione. Veniamo in tuo aiuto per darti spunti pratici utili per ripartire alla grande, lasciando la pigrizia sul divano.

Pigrizia o depressione: come riconoscerle

Il termine pigrizia ha un’etimologia complessa che lo accomuna al portoghese preguiça, al francese paresse, e probabilmente è strettamente imparentato con il greco paresis: rilassamento. Quel rilassamento che ti rende lento nell’operare e tendente a rimandare le cose da fare a una data da destinarsi, quando la tua forza di volontà avrà più potere di convincimento sulla tua stanchezza mentale.

Quando si è studenti si hanno molte cose da fare. Chi frequente un corso di laurea sa che ci sono momenti di tristezza che si devono combattere, di solito subentrano dopo momenti di particolare fermento e attività. È importante imparare a riconoscere il giusto riposo e relax da godere fino in fondo dalla pigrizia patologica.

Sì, la pigrizia è una malattia e tu dovresti preoccuparti solo nel caso in cui:

  • Non intraprendi NESSUNA iniziativa
  • Percepisci un’intensa perdita di energia
  • Tendi a rimandare qualsiasi cosa
  • Non ti senti coinvolto da niente
  • Reagisci passivamente agli avvenimenti

La pigrizia patologica può essere invalidante dal punto di vista sociale. Il non fare può portare ad uno stato di isolamento e apatia che si trasforma lentamente e in modo subdolo in depressione. Gli studi recenti di Psicologia ci aiutano a fare una corretta distinzione tra pigri e depressi. I primi sono coloro che vivono la propria condizione senza entrare in conflitto con sé stessi. Non fanno e non percepiscono questa inattività come un male, anzi solitamente ne traggono una dose seppur minima di beneficio. Mentre il depresso si vive in modo travagliato la propria condizione, ne soffre, se ne vergogna e la vive come una condanna. In entrambi i casi è necessario intervenire, per quanto riguarda il secondo è consigliabile il percorso con uno psicoterapeuta.

Come sconfiggere la pigrizia

pigrizia mentale o depressioneSe riscontri nella tua situazione un malessere interiore che ti blocca e non ti permette di agire, se vivi il disagio di non poter vivere una vita libera e attiva a causa di un turbamento parlane subito con qualcuno. In questi casi ribadiamo l’importanza di un percorso di supporto psicologico.
Se invece percepisci che il tuo problema è gestibile e ti senti pronto a rimboccarti le maniche – tirarti su dalla posizione orizzontale in cui versi da mesi a guardare il soffitto e aspettare tempi migliori per agire –  continua a leggere e prendi spunto dai nostri consigli per tornare a splendere.

  • Punta sull’organizzazione
  • Pratica meditazione e sport
  • Fai una lista di obiettivi concreti da raggiungere
  • Stira i vestiti
  • Impara a chiedere aiuto
  • Festeggia i traguardi

Vincere la pigrizia con una strategia

Non ce lo insegnano a scuola. Non esistono master universitari per imparare un metodo organizzativo. Ma ci sono strumenti validi che ci aiutano a pianificare come le app per organizzare la giornata. Impara a usare:

  • To do list
  • App per organizzare la giornata
  • Timer e orologio

La tecnologia ti viene in aiuto. Puoi iniziare piano piano, prima pianifica una o due ore al giorno, poi gradualmente estendi il tempo da organizzare e cerca un ritmo in cui ti senti a tuo agio, andrà benissimo.

Praticamente meditazione e sport

A costo di essere banali ci teniamo a ricordare che:

mens sana in corpore sano

Lo sport o l’attività fisica in generale rigenerano corpo e mente. La meditazione purifica dalle tensioni mentali e crea spazio mentale sufficiente per far entrare nuove idee ed energia.

Liberarsi dalla pigrizia è il primo obiettivo

Ma quali sono quelli secondari? Sceglili con cura, senza esagerare. Non riversare troppe aspettative su te stesso. Intanto scegli di ridurre di quaranta minuti il tempo passato a scrollare inutilmente la home di Facebook. Non serve a nulla promettersi di rinunciarci per un intero pomeriggio se poi sai che non rispetterai l’auto imposizione. Perché solo quaranta minuti. Perché sono più di trenta ma meno di un’ora.

Stendi la pigrizia mentale, ma prima stirala

Apri l’asse da stiro. Tienila aperta in un’ampia stanza, possibilmente il salone (se scegli quella come stanza dell’ozio) e appena di stai per lasciare andare alla mollezza tirati su e stira. Una cosa inutile, impegnativa, che stimola la circolazione, ma soprattutto che non serve quasi mai. Dopo cinque minuti avrai un capo perfettamente stirato e un sacco di voglia di fare altro.

Chiedere aiuto, in qualsiasi caso

Per combattere la pigrizia devi imparare a chiedere aiuto. Chiedi agli amici di spronarti e anche di aiutarti fisicamente. Le cause della pigrizia non sono ancora così chiare. Piuttosto che rimuginare sul perché ti affligge quest’attitudine organizza una bella rivoluzione delle tue abitudini e datti da fare, in allegria, con l’aiuto di chi ti sta vicino.

Festeggia i traguardi

Sconfiggere la pigrizia non è semplice, se ci riesci o meno non importa. Sicuramente questo processo ti porterà a qualcosa di buono e ti meriti di essere gratificato per lo sforzo. Premiati: esci fuori con gli amici, vai ad un concerto, regalati un capo nuovo. Vedrai, la pigrizia sarà un lontano ricordo!

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App per cercare stage: ecco quelle da scaricare

Le app per cercare stage stanno rivoluzionando il mondo del lavoro e moltiplicando le occasioni di esperienza professionale a disposizione dei giovani. Hai appena terminato il tuo corso di laurea e sei alla ricerca di un’opportunità per fare pratica e mettere in campo la tua esperienza? Allora ti suggeriamo una lista di applicazioni per trovare lavoro sotto forma di stage o tirocinio. Può anche darsi che questa piccola esperienza si trasformi nel lavoro dei tuoi sogni. Intanto clicca sullo store e scarica questi programmi

App per cercare lavoro: quali scegliere

trovare stage all'esteroSostanzialmente le applicazioni di ricerca stage sono le stesse che si incanalano l’offerta proveniente dal mercato del lavoro retribuito. In alcuni casi prima di proporre un contratto di lavoro le aziende preferiscono far passare un periodo di prova, che solitamente corrisponde con un tirocinio formativo o stage. Per lanciare l’offerta di lavoro in modo efficace è doveroso utilizzare i canali social e le app, sempre più aziende lo fanno. Ecco quali sono le applicazioni che devi scaricare per trovare offerte di stage e tirocini.

Linkedin

Possiamo iniziare con quest’applicazione per trovare lavoro. Non un’applicazione qualsiasi, ma la numero 1. In Italia negli ultimi anni le persone che hanno utilizzato Linkedin hanno sorpassato il numero di quelle che hanno utilizzato Twitter. E questo la dice lunga. Dal momento che l’Italia non è particolarmente famosa per la sua alfabetizzazione digitale e social il motivo del successo di quest’app di ricerca lavoro è proprio il fatto di aver intercettato il grande bisogno di occupazione che si registra soprattutto nelle fasce giovani della popolazione.

Linkedin funziona come un social network a tutti gli effetti. Hai un tuo account, un cerchia di contatti, puoi condividere news, aprire conversazioni via chat e settare il tuo profilo per mostrare i tuoi successi professionali o la tua formazione in materia.

Infojobs

Prima o poi tutti quelli che hanno terminato gli studi o il master passano per questo sito. Ma forse non tutti sanno che esiste anche l’applicazione, che velocizza i tempi di ricerca e consente di avere a portata di smartphone i contatti delle aziende interessate ad assumere nuovo personale o stagisti. Per utilizzarla è necessario compilare preventivamente il curriculum vitae tramite PC.

Uno dei vantaggi indiscutibili delle app per cercare stage è la semplicità di utilizzo. Anche nel caso di Infojobs la semplicità è da considerarsi vincente. Tra le funzionalità più utilizzate segnaliamo:

  • Sezione candidature
  • Salvataggio offerte di lavoro
  • Creazione di portfolio personalizzato

Consigliata per coloro che vogliono tentare diverse strade e settori, però allo stesso tempo vogliono tenere tutto sotto controllo.

JobMo

Puoi trovare molto interessante l’utilizzo di questa applicazione soprattutto se sei interessato ad inserirti professionalmente all’estero. L’interfaccia principale è in inglese, però è possibile cambiare il paese di provenienza. In realtà è possibile scegliere tra le proposte di lavoro di cinquanta nazioni diverse. Se hai voglia di allargare i tuoi orizzonti è sicuramente ciò che fa per te. Sfoglia gli annunci, confrontali con le voci del tuo curriculum e se trovi affinità invia una richiesta.
Purtroppo la grafica lascia alquanto a desiderare e non invoglia all’utilizzo. Piccolo difetto che non farà certo desistere coloro che cercano un lavoro fuori dai confini nazionali.

ClicLavoro

Il progetto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha dato vita ad un programma da scaricare su smartphone e tablet che ha come obiettivo quello di incrociare domanda e offerta. Si rivela utile anche a colore che vogliono cercare personale o professionisti in diversi ambiti. Per chi si trova a cercare occupazione è interessante poter accedere ad annunci di lavoro senza passare tramite agenzie interinali e altri mediatori. Anche in questo caso abbiamo riscontrato dei problemi da punto di vista grafico, ma essendo un’applicazione “istituzionale” consigliamo comunque di tenerla d’occhio. Le funzioni che compaiono nella schermata principale sono sostanzialmente il cuore dell’applicazione e sono:

  • Pagina Personale
  • Cerca
  • Curriculum / Offerte per te
  • Preferiti
  • Trova sportello
  • Area Social

TapJobs Cerco Lavoro

In questo caso ci troviamo di fronte un’applicazione giovane e promettente, che anche se non fa ancora del tutto il suo dovere (gli annunci sono ancora pochi rispetto alle prime proposte che ti abbiamo indicato) non va persa di vista. La grafica interessante e la possibilità di spulciare annunci provenienti da mezzo mondo sono due dei vantaggi che meritano di fiducia. Inoltre è possibile:

  • Inviare curriculum direttamente
  • Condividere sui social gli annunci
  • Inviare annunci via mail agli amici

CercoLavoro.com

Anche l’ultima delle applicazioni per trovare stage che ti vogliamo consigliare è di recente uscita e pertanto deve migliorare in alcuni aspetti. Ciò che sicuramente funziona a meraviglia è la grafica e la struttura, molto efficiente e ben ragionata. Dalla prima schermata ti accorgerai che hai di fronte un ottimo programma per la ricerca lavoro. La prima distinzione da fare è quella tra chi cerca lavoro e chi cerca personale. Poi è possibile accedere alle altre funzioni, tra cui:

  • Registra/modifica il tuo profilo o CV
  • Pubblica il tuo annuncio per cercare lavoro
  • Cerca tra le offerte di lavoro
  • Aziende in primo piano

Se cerchi personale ovviamente hai a disposizione altre opzioni, ad esempio:

  • Cerca tra gli annunci di cerco lavoro tra i candidati
  • Info per le aziende

Queste sono le nostre proposte. La raccomandazione più importante che ci sentiamo di farti è quella di mantenere costantemente monitorati gli annunci e di non perderti d’animo. A volte è facile scoraggiarsi, quando non si riceve risposta e non si trova esattamente ciò che si cerca. Ma il tempo e la dedizione portano ottimi risultati. Buona ricerca!

 

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Senso di inadeguatezza: ecco come arginarlo

Il senso di inadeguatezza colpisce tutti. Anche dietro le persone che ammiriamo e stimiamo può nascondersi la sensazione di essere sbagliati. Questa percezione interiore può avere sfumature diverse, fino a toccare picchi patologici. Ma lavorando su stessi e sulle cause profonde di questo sentire è possibile acquisire nuovamente una visione positiva della propria persona.

Senso di inadeguatezza: dove nasce?

sindrome dell'impostoreQuesta spiacevole sensazione che avvolge la persona ha origini profonde. È una convinzione radicata che impedisce una visione oggettiva di sé stessi, un filtro interiore tramite il quale si distorce la realtà. Si è convinti di essere sbagliati non per una ragione ben precisa. L’incontro con l’altro è un costante mettersi in gioco, coloro che non hanno maturato gli strumenti per un’interazione sana e costruttiva possono incorrere in difficoltà relazionali e in percezioni distorte come quella di sentirsi inadeguati.

Quando una persona si trova di fronte ad un’occasione di incontro che può contemplare anche delle critiche può reagire in diversi modi:

  • Demoralizzandosi
  • Con rabbia
  • Aumentando le pretese e le aspettative nei confronti delle proprie performance

Quando ci si pone come obiettivo quello di non sbagliare mai, di essere impeccabili, ci si sottopone ad una tensione negativa ed opprimente che spegne la spontaneità e pone le basi per l’insoddisfazione. Ma chi non si sente all’altezza può anche giungere alla conclusione di non essere lui il problema, colpevolizzando gli altri per non accettarlo pienamente. In entrambi i casi si tratta di una difficoltà che pone alla barriera alla socialità.

La situazione che si verifica più spesso è però quella in cui le persone che si sentono inadeguate rivolgono contro sé stessi le ragioni della propria insoddisfazione relazionale e personale, dandosi addosso e contribuendo ad abbassare ulteriormente il livello dell’autostima.

Probabilmente stiamo parlando di sensazioni che tutti abbiamo vissuto almeno una volta nella vita, ma ci sono persone che convivono costantemente con queste convinzioni. Un numero sempre più grande di individui è vittime della cosiddetta sindrome dell’impostore, di cui recentemente si è sentito parlare parecchio.

La sindrome dell’impostore: che cos’è

Un profondo senso di inadeguatezza spesso corrisponde con una sindrome definita dagli psicologi come “dell’impostore”. La spinta che i media e la società stessa esercita sugli individui sembra incitare tutti a raggiungere un ipotetico successo, un’ipotetica realizzazione. Si dovrebbe essere produttivi, creativi, felici. Ma stupisce venire a conoscenza del fatto che spesso dietro alle persone “di successo” c’è una sofferenza che rende difficile vivere i traguardi con gioia.

Immaginiamo che le persone con un buon lavoro o con ottime capacità creative siano automaticamente realizzate e appagate, ma spesso quelle stesse persone sono convinte di non meritare l’approvazione altrui, si sentono inadeguati, forse fortunati, ma non meritevoli. A questa sensazione si accompagna una vergogna che impedisce di vivere serenamente molti momenti della vita.

Se i risultati raggiunti sono il frutto di alte ambizioni la sensazione è ancora più forte. Ecco i sintomi più comuni di questo stato d’animo:

  • Ipercriticità
  • Sminuirsi continuamente
  • Esagerare i difetti personali
  • Svalutare i propri pregi
  • Pensare di non essere all’altezza
  • Pretendere molto da se stessi

Quando il senso di inadeguatezza diventa totalizzante e prende spazio in tutte le sfere della vita può diventare invalidante. In questi casi è giusto rivolgersi a professionisti in psicologia e iniziare un percorso per uscire da questa trappola.

Non sentirsi all’altezza: cosa significa

C’è un termine inglese che viene associato a quella sensazione di essere imperfetti: defectiveness: essere difettosi. Spesso le persone che soffrono di questo pensiero svalutante si chiedono: “che cos’ho io che non va?”. C’è un’emozione precisa che si accompagna all’inadeguatezza ed è la vergogna. Quando questa prende il sopravvento la persona crede che:

  • i propri difetti siano insormontabili
  • non merita di essere amata
  • non merita attenzioni
  • chi prova affetto stia mentendo
  • i risultati ottenuti sono frutto di fortuna

È difficile vivere una vita serena se nonostante la bellezza e la positività che accade quotidianamente sentiamo che non siamo degni di riceverla. Quante volte hai risposto ad un complimento dicendo: “non è vero!”. Anche tu sei forse vittima in forma leggera della sindrome dell’impostore e continui a sminuirti perché pensi che quello che tu fai non vale nulla. Come abbiamo detto prima ci sono due tipiche reazioni:

  • strategia di resa
  • strategia di contrattacco

La strategia di resa è quella che non cerca di arginare il senso di inadeguatezza ma che si arrende. Lo vive e costantemente si pone in un’ottica di ricerca di conferme del proprio valore, dall’esterno. Il livello di autostima è bassissimo e la fiducia nel proprio potenziale davvero molto scarsa.

La strategia di contrattacco prevede un desiderio pressante di affermazione, in cui si ostenta una sicurezza totale, ma solo per non dare a vedere l’inadeguatezza che si percepisce. Tratto tipico di queste persone è l’arroganza e la tendenza a prevaricare.

Come smettere di sentirsi inadeguati

sensazione di sentirsi sbagliatiLa vergogna, lo svilimento, la demoralizzazione bloccano l’evoluzione personale e sociale di un individuo. Come arginare il senso di inadeguatezza? Non è facile, almeno all’inizio. C’è bisogno di un’attenzione rivolta a se stessi e ai propri meccanismi mentali, condita da una buona capacità oggettiva, uno sforzo non indifferente perché ha poca fiducia in sé stesso. Se temi non farcela prova a rivolgerti ad uno specialista, ce ne sono moltissimi che vantano master specifici per supportare le persone che sono vittime di questo genere di disturbi.

Ecco una lista di cose da fare per accrescere l’autostima ed evitare quella brutta sensazione di vergogna che può frenare la tua crescita personale:

  • Osservare i propri pensieri
  • Elencare i propri pregi
  • Cambiare abitudini

Il primo suggerimento ha a che fare con la consapevolezza. Una dote che si coltiva con l’attenzione interiore. Conoscere se stessi è la base per comprendere come siamo fatti. Prendere appunti, anche scrivendo se necessario, su come si innesca il meccanismo di autosvalutazione può aiutare a fare maggiore chiarezza e a individuare modalità risolutive.

A volte è difficile contattare emozioni dolorose, ma è positivo il fatto che questa difficoltà sia in grado di far scattare un meccanismo di miglioramento. Conoscendo il nostro senso di inadeguatezza fino in fondo impariamo ad osservalo, a prevederlo e ad arginarlo.

Puoi anche fare uno sforzo in più e scrivere una lista dei tuoi pregi. Ti costerà fatica se non sei abituato, ma inizialmente prendila come un gioco. Rispetta la regola base: devi indicare solo pregi. Prova a segnare quelli che gli altri ti hanno fatto notare, facendoti complimenti oppure osservazioni positive. Scoprirai che ci sono altri elementi della tua persona che emergono e probabilmente riuscirai a riconoscerli più facilmente.

Cambiare abitudini è un altro modo per ingannare il cervello e scardinare strane convinzioni. Gli automatismi a lungo andare non ci fanno bene, non ci permettono di avanzare. Se la paura di sbagliare ti blocca sul posto di lavoro prova a scrivere una lettera a te stesso in cui espliciti questa paura e trovi una soluzione, magari modificando un atteggiamento quotidiano, come entrare a testa bassa in ufficio o tenerti in disparte al tavolo della mensa.

A volte è l’educazione ha lasciare i solchi più indelebili sulla personalità. C’è chi sostiene che l’inadeguatezza dipenda dal mondo in cui siamo cresciuti e dal rapporto con i famigliari stretti: madre, padre e fratelli o sorelle. Eppure non è sempre stato così presente questo tipo di problema. Negli ultimi decenni è scattato l’allarme, forse a causa di un ideale di perfezione veicolato dai mass media. Ma la perfezione non esiste. Fai in bel respiro, ricorda chi sei, unico, fragile ma vero. Trattati bene.

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Serie tv romantiche da vedere: la nostra top five

Il tuo cuore reclama serie tv romantiche da guardare ininterrottamente per guarire il cuore infranto o per far suggellare una nuova relazione appena iniziata? Tra i film di genere quelli sentimentali sono i più ricercati, d’altronde il sentimento immortale che alimenta le relazioni è forse il motore del mondo, ciò che ci spinge a unirci e a vivere felici e contenti, ma sì, a volte anche a soffrire. Per esaudire il tuo desiderio di romanticismo abbiamo cercato di individuare le cinque serie tv sull’amore e i sentimenti più belle di sempre. Leggi l’articolo e prepara i pop corn.

Cinque serie tv d’amore e altre emozioni

Per vedere film romantici un tempo ci si rannicchiava risotto le coperte, d’inverno, con piumone e tè fumanti. Pellicole che duravano ore e ti entravano dentro portandoti alla commozione in modo imbarazzante. Oppure ci si incontrava tra spasimanti ai cinema all’aperto, dove tra scene di passione e di corteggiamenti ci si scambiava il primo bacio. Quei tempi sono leggermente cambiati. La storia dei film sentimentali è lunga, questo genere è da sempre caratterizzato da alcuni aspetti che lo rendono unico:

  • Legami affettivi tra personaggi
  • Focus sui passaggi di una relazione dal corteggiamento al matrimonio
  • Storia sentimentale o ricerca di un amore come tema centrale
  • Ostacoli al sentimento e vicissitudini per superarlo

Questi temi sono declinati in mille modi diversi, dal colpo di fulmine fino alle ossessioni e agli amori nascosti e proibiti per questioni politiche o sociali. I film di genere romantico possono anche appartenere ad altri genere, ad esempio fantascienza, storico e addirittura horror. Temi romantici sono presenti anche in film che per definizione rientrano nella categoria delle pellicole drammatiche.

Nelle serie tv romantiche i temi e le caratteristiche restano le stesse, ciò che cambia è la modalità di costruire la trama, la durata e la serialità della storia, spesso messa in scena per diverse puntate e diverse stagioni. Con questa struttura più lunga e sfaccettata lo spettatore riesce ad addentrarsi nella storia in modo ancora più coinvolgente.

Nonostante il successo senza eguali degli ultimi anni, anche grazie alle piattaforme Netflix, Prime Video, alla tv on demand e alle molteplici possibilità di scelta che viene offerta agli appassionati, le serie tv di genere romantico non sono una novità. Sono sempre esistite. I nostri genitori (e molto probabilmente anche qualcuno di noi) ricordano gli intrecci di Beautiful, Dallas, o ancor di più gli intrighi melensi delle telenovelas latinoamericane.

Ma in questo articolo abbiamo voluto scegliere cinque serie tv della televisione moderna, con un linguaggio seriale basato su nuove sceneggiature che rispecchiano un salto in avanti nella storia della televisione. Eccoti serviti cinque titoli da non perdere.

Dawson’s Creek

serie tv romantiche per ragazziI millenials se la ricordano bene. Questa è stata la serie tv romantiche del nuovo millennio per eccellenza. Appartenente al sottogenere del teen drama, Dawson’s Creek viene trasmessa in Italia a partire dagli anni 2000. I protagonisti delle sei stagioni erano:

 

  • L’aspirante regista Dawson Leery
  • La nuova arrivata Jen Lindley
  • L’amica d’infanzia Joey Potter
  • Pacey Witter il migliore amico

Questi protagonisti sono il fulcro delle prime quattro stagioni. Dalla quarta in poi si aggiungono altri due personaggi, un ragazzo e una ragazza fratelli. Senza temere di fare spoiler (sono passati ormai vent’anni) possiamo affermare che dopo gli intrighi delle prime tre stagioni, il colpo di scena che assicura il salvataggio dal fallimento della serie è il triangolo amoroso Dawson, Joey e Pacey.

La serie fu un successo, nonostante qualche iniziale critica per il grande spazio lasciato alle questioni sessuali. Osiamo dire che il successo di Dawson’s Creek forse è stato proprio questo. Dare voce ad una serie di domande, dialoghi interiori e riflessioni che i giovani dei primi anni Duemila sentivano di non poter fare apertamente.

Friends

Non sappiamo se la famosa sitcom statunitense può rientrare a pieno diritto formale tra le serie tv d’amore più belle di sempre, ma sicuramente è una delle più iconiche degli anni Novanta.
Friends ha accompagnato gli spettatori per dieci anni, attraversando generazioni, rivoluzioni culturali e conquistando circa 52 milioni di persone. Anche se potrebbe tranquillamente finire nella classifica delle serie tv comiche e in quella di sitcom (commedia ambientata in una serie ristretta di ambientazioni) le questioni sentimentali rappresentano uno dei suoi tratti salienti.

I protagonisti di questa mitica serie tv sono sei amici di Manhattan:

  • Rachel (jennifer Aniston) ragazza borghese di cui è innamorato Ross
  • Monica (Courtney Cox) cuoca, sorella di Ross e particolarmente soggetta a ossessioni e nevrosi
  • Phoebe (Lisa Kudrow) orfana eccentrica e anticonformista
  • Joey (Matt LeBlanc) aspirante attore e playboy coinquilino di Chandler
  • Chandler (Matthew Perry) analista contabile sarcastico e sfortunato con le donne
  • Ross (David Schiwimmer) paleontologo, divorziato e innamorato di Rachel

Una serie di vicissitudini lega questi trentenni. Dalla fine del matrimonio di Rachel, con il quale si apre la narrazione, diventano tutti coinquilini nel medesimo piano di un palazzo di Manhattan e assidui frequentatori del Central Perk, la caffetteria che diventa lo scenario di molti dei loro confronti e scontri. Ciò che rende Friends una serie tv romantica sono le storie (più o meno difficili) tra i personaggi. Le più significative sono:

  • Ross e Rachel
  • Chandler e Monica

Sex and the City

Serie tv statunitense che ha accompagnato le donne a cavallo tra la fine degli anni Novanta e gli inizi del Duemila. Non solo un successo televisivo, ma un nuovo concetto di femminilità che ancora diventa citazione sui social e archetipo per narrare un tipo di donna innovativo e libero.

L’ambientazione è New York, le protagoniste quattro amiche tra i 35 e i 40 anni, i temi affrontati dalle protagoniste i seguenti:

  • Ruolo della donna nella società
  • Importanza della famiglia e delle relazioni sentimentali
  • Questioni sessuali
  • Femminilità e importanza della cura di sé

Single attive sessualmente e amanti dei club e dei locali eleganti, queste donne che camminano con gli spettatori verso il nuovo millennio hanno sconvolto il pubblico con il loro modo di parlare di sesso come se fossero uomini. Anche la psicologia dei personaggi è ben strutturata, ognuna di loro è umana, reale e piena di contraddizione come qualsiasi altra donna.

Grey’s Anatomy

Dovevamo a buon diritto inserire questa serie tv tra le preferite di sempre del genere romantico. La sua tagline recita:

Operations. Relations. Complications.

Il sottogenere è quello del medical drama (come ER per intenderci) ma la trama è basata sulla vita di Meredith Grey, ormai personaggio culto e protagonista di gif, meme e altri approfondimenti sui social. L’esperienza della protagonista a contatto con un gruppo di giovani coinquilini e soprattutto con Derek (che si scopre essere il suo supervisore) renderà molto appassionante la passione per la chirurgia e tutti gli altri aspetti della sua vita che si incontrano con le peripezie sentimentali.

New Girl

Forse è poco conosciuta, forse è addirittura poco apprezzata. Ma l’abbiamo scelta perché è assolutamente folle, dinamica, scanzonata e perché si è conclusa quest’anno dopo ben sette stagioni.

L’assurda protagonista Jess, trentenne che si trovaconfusa e smarrita dopo la fine di una lunga relazione, cerca casa e si ritrova catapultata in un appartamento con tre ragazzi:

  • Nick, un barista
  • Schmidt, un dongiovanni dei tempi moderni
  • Winston, un giocatore di basket che cerca di ricostruire la sua vita

migliori film romantici

Lei, piccola e frizzante, porta scompiglio, allegria e goffaggine dentro la loro casa, insieme alla presenza di un altro personaggio importante: Cece, sua migliore amica e avvenente modella di origini indiane. Nonostante gli iniziali problemi di convivenza i ragazzi costruiscono una solida amicizia e durante le varie stagioni imparano a volersi bene, in molti modi diversi e a comprendere sempre meglio di cosa è fatta la vita: amore, sfide, risate.

La lista si conclude qui, anche se ci sarebbero ancora molti titoli da suggerire. Intanto goditi le emozioni di queste serie tv romantiche, una tira l’altra, come i baci.

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Yoga per principianti: ecco come iniziare

Lo yoga per principianti è una tecnica utile a ritrovare uno stato di benessere psicofisico. Iniziare a praticare questa disciplina è semplice e si può farlo comodamente da casa, anche se la supervisione di un insegnante è caldamente consigliata. Questa tradizione millenaria coniuga molti aspetti: mente, corpo e spirito. Per imparare a conoscerla e per iniziare a praticare in sicurezza qualche esercizio abbiamo scritto questo articolo con l’aiuto di un esperto.

Che cos’è lo yoga

Tutti conoscono le posizioni di yoga. Ma forse non tutti sanno che lo yoga esiste da millenni. Sì, parliamo di millenni e non di secoli, tanto è profonda e antica l’origine di questa disciplina. Lo scopo è il miglioramento della persona, non solo del suo fisico e della sua postura, ma di tutti i livelli (spirituali e mentali). Gli aspetti più conosciuti della tradizione yogica sono:

  • Respiro
  • Spiritualità
  • Tecniche corporee

yoga per dimagrire

Ma dietro c’è una filosofia che comprende molto altro, dai testi sacri alla dieta, dalle pratiche di igiene quotidiana fino alla condotta sessuale. Stiamo parlando di uno stile di vita e di una concezione dell’esistenza ampia che abbraccia ogni cosa e che si fonda sulla certezza che ogni cosa è collegata. Il termine “yoga” significa appunto unione, un legame che porta ogni elemento dell’esistenza ad entrare in relazione. Per questo motivo una posizione di yoga può agire anche sullo stato psicofisico, perché il corpo agisce sulla mente e viceversa. Un pensiero può causare un sintomo fisico. Se hai già avvertito questa percezione nella tua vita forse ti sei avvicinato allo yoga proprio per tale ragione. Ma le tecniche yogiche sono diverse per stile e tradizione, imparare a conoscerle ti può aiutare a trovare quella giusta per te. Nel prossimo paragrafo descriveremo le i principali stili di yoga e le loro differenze.

Scegliere il giusto tipo di yoga

Iniziare a fare yoga presuppone il giusto spirito accogliente e aperto nei confronti delle novità. Non si tratta di uno sport ma di qualcosa di profondo che trascende dall’aspetto meramente fisico e si avvicina maggiormente all’approccio delle arti marziali. Entrambe sono disciplina, non solo perché possiedono regole ma perché danno una direzione, sono capaci di apportare cambiamenti positivi a livello mentale, aiutando a sviluppare:

  • Chiarezza
  • Serenità
  • Calma
  • Determinazione
  • Coraggio

Questa qualità provengono da punti molto profondi del nostro essere, collegati in parte al corpo fisico ma appartenenti anche ad altri corpi definiti dalla tradizione yoga come “sottili”: i chakra. Sono sette punti energetici situati lungo la colonna vertebrale, posizionati nelle seguenti parti del corpo:

  • Tra coccige e pube
  • Metà inferiore del ventre
  • Metà superiore del ventre
  • Centro del petto
  • Centro del collo
  • Centro della fronte
  • Sopra il cranio

Ogni punto è legato a delle qualità, delle sensazioni, a dei colori. Ad esempio, per eliminare le paure ed ottenere coraggio si lavora sul terzo chakra, colore giallo, legato allo stomaco e all’elemento fuoco. Gli esercizi di yoga per rafforzare questo centro energetico lavorando sulla sicurezza in sé stessi aumentano la sensazione di coraggio e affievoliscono i timori. Questo è solo un esempio, ma ne esistono di innumerevoli. Tutti i vari stili yogici intervengono sul sistema dei chakra, ma non tutti possono risuonare con la tua personalità, anche in questo caso è una questione di preferenze. Impariamo a conoscere i diversi stili per trovare quello adatto a te.

Hayha Yoga

Il più antico e per certi versi il più tradizionale stile di yoga. Posizioni mantenute e stiramenti lunghi e profondi. Una parte di queste lezioni di yoga è basata sul pranayama: tecnica di respirazione consapevole che agisce su tutti i corpi apportano numerosi benefici. Le componenti di una classe di hatha yoga sono:

  • Posture
  • Respirazione
  • Rilassamento
  • Meditazione

Si tratta della suddivisione classica di tutte le lezioni di yoga, simile in quasi tutti gli stili. Questo è lo stile più adatto ai principianti, ma spesso anche i più esperti in altre discipline tornano a praticarlo sovente perché apporta una sensazione di equilibrio impagabile.

Ashtanga Yoga

La ragione per cui sei diventato un principiante di yoga è la perdita di peso. Non ti vergognare della tua motivazione. Nel mondo yogico si pensa che tutte le ragioni che conducono alla disciplina sono degne di esistere e bisogna essere grati alla vita e alle sue sfide se ci portano a praticare. Grazie all’ashtanga yoga si perde peso perché oltre ad eseguire le classiche posizioni di yoga si raggiungono livelli di cardio altissimi, per una quasi totale assenza di riposo tra un esercizio e l’altro. Forse non è molto adatto per i principianti, soprattutto se non pratichi alcun tipo di sport da tanto tempo.

Yoga Iyengar

modi per praticare yoga

I maestri di yoga sono tanti, tutti celebrati dai propri discepoli come dei guru. Uno di questi è stato Iyengar, che ha diffuso la conoscenza di una serie di asana (come si chiamano le posizioni yoga in gergo “tecnico) e della loro capacità di agire sulla biomeccanica del corpo. Un buon insegnante è capace di guidare un principiante ad eseguire gli esercizi senza il rischio di provocare lesioni o di forzare le articolazioni o altre parti del corpo. È particolarmente acrobatico e spettacolare se lo si pratica per tanto tempo e si raggiungono i livelli di flessibilità adatti.

Vinyasa Yoga

Possiamo definire questo stile come dolce. Gli effetti restano potenti, ma l’armonizzazione con il respiro fa sembrare una classe di vinyasa una lezione di danza, il passaggio da un esercizio all’altro e fluido e scorrevole, eseguito con una respirazione di supporto. Vi significa “in modo speciale”, nyasa “posizionare”. Letteralmente la parola si traduce come “posizionare in modo speciale”, questo modo è il collegamento tra movimento e respiro.

Kundalini Yoga

Molto diverso da

gli stili di yoga classici il Kundalini mette insieme:

  • Movimento
  • Respirazione dinamica
  • Meditazione

Le posizioni sono dinamiche, energetiche e finalizzate al risveglio della kundalini: l’energia primordiale che risiede alla radice della colonna vertebrale e che dev’essere appunto risvegliata. Le azioni 

fisiche e mentali (meditazione e recitazione dei mantra) sono in gradi di agire direttamente sul sistema nervoso e su quello ghiandolare (oltre che sui chakra) aumentando la capacità di gestire lo stress e la lucidità mentale.

Posizioni Yoga per principianti

Quando si comincia a fare yoga si vorrebbero fare tante incredibili cose che si sono viste in televisione e nelle riviste. Portare le gambe dietro al collo, piegarsi in avanti e toccare le punte dei piedi con leggiadria, ma scordatelo. O meglio, rimanda questo momento di qualche mese. Per ottenere quei risultati nella pratica dello yoga ci vuole tempo e costanza. Ma per iniziare ecco qualche esercizio da fare pe

r sciogliersi e trovare la giusta forma:

Tadasana: la posizione della montagna

Semplicemente stare in piedi. Ma non è semplice! Farlo con consapevolezza è difficile ma anche estramamente utile. Serve per il radicamento a terra, per trovare stabilità e fermezza.

Uttanasana: piegamento in avanti

Anche piegarsi in avanti sembra semplice ma non lo è. Si esegue sopra il tappetino e lentamente, per farla correttamente bisogna farsi aiutare da un insegnante. Con il passare dei giorni il piegamento diventa sempre più profondo ed efficace.

Bhujangasana: posizione del cobra

Piegamento all’indietro che si esegue pancia a terra e con le mani all’altezza delle spalle. Inspirando ci si solleva sulle braccia mantenendo il mento vicino al collo e lo sguardo rivolto in avanti. Il respiro è lento e profondo. Apre il petto e le spalle ed è utile a chi sta tante ore davanti al computer. Il nostro espero la consiglia agli studenti dei nostri corsi di laurea on line che ne traggono grande giovamento.

Se ti incuriosisce questo modo di allenare corpo e mente insieme ad essere flessibili, gioiosi e forti prova a cercare un corso di yoga vicino a te. Trovi anche molte classi di yoga on line, video e tutorial interessanti, ma per approfondire il tema e per non rischiare di compromettere il tuo corpo eseguendo male gli esercizi ti suggeriamo di contattare un insegnante e di intraprendere questo fantastico viaggio nella tradizione yogica guidato da una persona competente.

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Pianeti del sistema solare: ecco quali sono

Gli uomini hanno sempre osservato i pianeti del sistema solare, ma non erano consapevoli di cos’erano in realtà quelle luci nel cielo. Il fascino della volta stellata ha tenuto gli esseri umani con il naso all’insù per millenni. Solo recentemente la tecnologia ha sviluppato le competenze per apprendere cosa si nasconde nel cielo, grazie ai progressi dell’Ingegneria Aerospaziale e di altre scienze che ogni giorno vengono applicate per l’esplorazione dello spazio. Nonostante gli studi c’è ancora poca conoscenza della materia. Per questo abbiamo scelto di scrivere questa guida sul sistema solare. Ti aiutiamo ad entrare nel mondo dell’astronomia e a conoscere meglio i pianeti.

Quanti sono i pianeti del sistema solare?

Il sistema solare si chiama così per il fatto che il Sole, l’astro più grande occupa buona parte di questo sistema, circa il 99,9%. Le dimensioni dell’universo sono incalcolabili, nonostante siano state create delle unità di misura per le esigenze della scienza.

Senza fornire dati che confonderebbero le idee ai non addetti ai lavori,

È importante conoscere questo sistema perché il nostro pianeta ne fa parte: la Terra. Ma chi ci fa compagnia nello spazio? Ecco i pianeti – e non solo – che costituiscono questo affascinante sistema:

  • Quattro pianeti rocciosi interni
  • Quattro giganti gassosi esterni
  • Cinque pianeti nani
  • Satelliti naturali
  • Corpi minori

lista dei pianeti del sistema solare

Da questa lista abbiamo capito che non ci sono solo pianeti, ma altri corpi celesti. Ma soprattutto abbiamo notato che i pianeti vengono distinti in due diverse categorie: pianeti interni rocciosi e pianeti esterni giganti gassosi.

I pianeti interni sono i seguenti:

  • Mercurio
  • Venere
  • Terra
  • Marte

La loro struttura si è formata su un nucleo metallico circondato da uno strato di silicati. La loro genesi è probabilmente il frutto di cambiamenti avvenuti in seguito all’attività vulcanica e tettonica che si è interrotta per tutti quanti meno che per il pianeta Terra.

I pianeti esterni, i cosiddetti pianeti giganti gassosi, sono:

  • Giove
  • Saturno
  • Urano
  • Nettuno

Sono delle enormi sfere di idrogeno, elio, metano, acqua e ammoniaca. Per quanto si può sapere molto probabilmente anche i pianeti giganti hanno un nucleo di metalli, silicati ed acqua. Giove, Saturno e Nettuno irradiano calore, proprio come il sole. L’unico che non sprigiona calore è Urano.

I satelliti naturali, i pianeti minori e altri corpi celesti

Conosciamo tutti un satellite naturale, lo osserviamo crescere e decrescere tutti i mesi, da sempre, sopra le nostre teste. La Luna è l’esempio più immediato, perché orbita intorno alla Terra, ma è bellissimo scoprire che di questi corpi celesti ce ne sono diversi, circa centocinquanta e che con estrema probabilità gli altri sistemi planetari, in altre galassie, ne possiedono altrettanti se non di più.

Gli altri pianeti che con noi condividono il sistema solare hanno estesi sistemi di satelliti. Venere e Mercurio però non ne possiedono nessuno.

Intorno e dentro il sistema solari abbiamo affermato la presenza di cinque pianeti nani. Questi sono:

  • Haumea
  • Makemake
  • Eris
  • Cerere
  • Plutone

È importante sottolineare come Plutone non sia considerato attualmente considerato un pianeta. Il dibattito tra gli esperti e gli studiosi è stato parecchio acceso e per diverso tempo anche questo piccolo pianeta sembrava essere parte integrante dei pianeti del sistema solare.

Dei corpi minori fanno invece parte:

  • Le cinture asteroidali
  • Le comete
  • I meteoroidi
  • La polvere interplanetaria

Ci sono molti altri elementi che caratterizzano questo ambiente così lontano. Il vento solare, che si crea dall’espandersi della corona solare, è una presenza costante che avvolge tutto il sistema solare, creando una “bolla interstellare” anche chiamata eliosfera.

Le caratteristiche dei pianeti

Il pianeta è di solito di forma sferica e riflette la luce del Sole. Queste due caratteristiche sono pressoché imprescindibile per ogni corpo celeste definito pianeta. Altri elementi tipici possono essere:

  • Superficie esterna fredda
  • Dimensioni inferiori alle stelle
  • Moto di rivoluzione intorno al sole
  • Moto di rotazione

Questo movimento ci consente di osservare il cambiamento di posizione nella volta celeste, rispetto alle stelle fisse. Le traiettorie dei pianeti generalmente compiono un movimento ellittico, in cui uno dei due punti focali e occupato dal sole, ad eccezione di Plutone (che non è un pianeta maggiore) e di Mercurio.

Il moto di rotazione porta il pianeta a ruotare su sé stesso intorno ad un asse di rotazione. Questi movimenti avvengono in senso antiorario.

Analizziamo i pianeti in dettaglio, secondo l’ordine in cui vengono nominati, ossia a seconda della loro distanza dal sole in ordine crescente.

Mercurio

Questo piccolo pianeta – il più piccolo del sistema solare – è il più vicino al Sole. È caratterizzato da una forte densità e la sua rotazione dura 59 giorni terrestri, mentre la rivoluzione circa 88 giorni.

Proprio a causa della sua vicinanza il suo moto risulta rallentato e la sua temperatura altissima: circa 700 K.

Sulla sua superficie vi è assenza d’acqua e di atmosfera. Il nucleo metallico al suo interno è simile a quello del pianeta Terra.

Osservare Mercurio è interessante perché il suo aspetto è rimasto invariato nel tempo, non essendo stato protagonista di cambiamenti morfologici in seguito alla sua origine, anche a causa della mancanza di attività vulcanica.

Venere

Del pianeta Venere si è soliti dire che assomiglia più degli altri alla Terra. Si può osservare nel cielo poco prima dell’alba e subito dopo il tramonto grazie ad un’accesa luminosità e alla sua vicinanza con il Sole.

Inoltre è un pianeta dalle altissime temperature, può arrivare intorno ai 720 K di giorno. L’atmosfera carica di anidride carbonica crea un pesante effetto serra ed è questa la causa di un calore così forte.

Prima che esistessero le moderne conoscenze e interi corsi di laurea di Ingegneria Aerospaziale e Astrofisica gli uomini che osservavano il cielo erano convinti di vedere due pianeti diversi, al mattino e alla sera, ma in realtà si trattava sempre di Venere.

Marte

Il “pianeta rosso” ha dimensioni minori di quelle terrestri e può essere notate anche a occhio nudo grazie ad una tipica colorazione rossastra.

Dell’atmosfera marziana possiamo dire che è particolarmente rarefatta, ossia caratterizzata da una percentuale altissima di anidride carbonica e di vapore acqueo. Le tempeste di polvere che imperversano sulla sua superficie sono di notevole impatto e arrivano ad erodere la crosta e a modificarne l’aspetto. Proprio questa polvere che si innalza ha un colore rosso ed è la motivazione di questo tratto peculiare del pianeta.

Anche su Marte esistono le stagioni, anche se di diversa durata e intensità rispetto a quelle che conosciamo noi.

Il fatto che Marte sia stato spesso considerato un pianeta ospitale, per la presenza d’acqua e di altri elementi simili a quelli esistenti sulla Terra, lo ha posto al centro delle ricerche finalizzate a scoprire e intercettare forme di vita aliena.

Giove

Il gigante del sistema solare, Giove ha una dimensione di due volte e mezzo superiore rispetto a quella di tutti gli otto pianeti del sistema solare. Per certe caratteristiche è simile al sole.

Ha uno strato esterno gassoso, soprattutto di gas idrogeno ed elio, metano, vapore acqueo e altro. Lo strato interno compatto è invece costituito di idrogeno metallico.

quanti sono i pianeti del sistema solare

All’esterno invece sono presenti delle bande scure e chiare e dei vortici. La durata dei giorni gioviani è molto breve: un giorno dura 10 ore. Ma un anno su Giove in realtà corrisponde a dodici anni terrestri.

Come abbiamo detto precedentemente Giove ha diversi satelliti naturali, che si chiamano:

  • Europa
  • Callisto
  • Ganimede
  • Europa

Con dimensioni molto simili a quelle della Luna.

Saturno, Urano, Nettuno

Questi pianeti sono più distanti dal sole. Saturno ha una massa particolarmente grande, ben 95 volte più grande rispetto a quella della Terra. La sua caratteristica più famosa sono i famosi anelli.

Urano ha una densità media e una colorazione celeste conferitagli dalla cospicua presenza di metano. La sua struttura è suddivisa in tre strati:

  • Superficie (idrogeno molecolare)
  • Intermedio (acqua e metalli)
  • Interno (nucleo roccioso)

Nettuno invece è ancora poco conosciuto proprio perché particolarmente lontano da noi. Ha una struttura a bande e come Urano possiede degli anelli intorno. Nonostante la sua lontananza è stato scoperto nel 1846, contrariamente ad Urano che venne scoperto nel 1986. Ma per sapere di più del pianeta “acquatico” dobbiamo aspettare gli avanzamenti degli studi. Attualmente ancora non esistono strumenti sufficienti per l’esplorazione a quelle distanze.

 

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Invenzione della stampa: cronostoria e protagonisti

L’invenzione della stampa ha cambiato radicalmente la storia del mondo. Anche se adesso leggi questo articolo dallo schermo di un pc tutto quello che vedi qui è frutto di uno studio e di una conoscenza che esiste grazie soprattutto alla carta stampata. Al confronto con la totalità della storia dell’uomo emerge che la stampa è un’invenzione recente, scopriamo insieme gli eventi che hanno portato a questa scoperta rivoluzionaria.

Gutenberg e il primo libro stampato

invenzione dei caratteri mobiliC’è sicuramente una data che viene ufficialmente riconosciuta come data di invenzione della stampa: il 1455. In quest’anno Gutenberg stampa la Bibbia. Era il primo libro di questa rilevanza ad essere stampato con la tecnica dei caratteri mobili. Da quel momento in poi in tutta Europa si diffonderà questo metodo di stampa, propagandosi insieme alle infinite possibilità di circolazione del sapere.

L’utilizzo della stampa a caratteri mobili rese più veloce la produzione di libri e la loro diffusione, tale cambiamento coincise con una democratizzazione del pensiero in Occidente, finalmente libero di circolare, di muoversi e di giungere in qualsiasi angolo del continente.

Certo, questo processo non fu immediato, per attecchire ebbe bisogno di molto tempo, ma ormai l’invenzione della stampa, eliminando la procedura manuale lunga e dispendiosa, aveva innescato un processo culturale destinato a crescere a dismisura.

Non possiamo non ricondurre ad una necessità più pressante di libri questa innovazione. Nel Rinascimento, con la nascita delle accademiche e delle facoltà, insieme alla riscoperta di scritti degli antichi filosofi, c’era un bisogno di libri molto forte e sentito. La cultura non era relegata all’interno degli ordini ecclesiastici, ma anzi, si faceva sempre più spazio tra altri settori della società.

Nonostante la Bibbia fosse il primo volume di tale importanza ad essere stampato con la nuova tecnica, furono tanti i volumi dati alla stampa per una larga diffusione, come romanzi e manuali professionali. Ma allora, ricapitolando, quali sono state le cause che hanno portato alla diffusione della stampa?

  • Nascita delle accademie
  • Diffusione della cultura nei contesti laici
  • Riscoperta di antichi manoscritti

I libri e la scrittura prima della stampa

Era palese che il libro era un oggetto destinato ad avere successo. Era un mercato in crescita e questo spingeva molti a puntare su innovazioni e tecniche nuove di produzione dei testi, capaci di dimezzare tempi e costi. Gutenberg non fu il solo. In quel periodo di poco precedente all’invenzione dei caratteri mobili si susseguirono diverse innovazioni:

  • Scrittura mercantesca
  • Xilografia

La prima non era un tecnica di stampa ma bensì di scrittura, come dice la definizione stessa. Si sviluppò in Italia dove il commercio faceva prosperare la borghesia mercantile. Gli artigiani e i commercianti avevano bisogno di:

  • Libri di conteggio per entrate e uscite
  • Inventari
  • Ricevute fiscali

E quanto il mercato era florido c’era bisogno di una costante ed efficace produzione di questi documenti. Il mercante possedeva diverse competenze, acquisite in scuole speciali in cui, ovviamente, veniva insegnata anche la scrittura. Un tipo ben preciso di scrittura, in lingua povera e volgare e non in latino: la scrittura mercantesca. Questa modalità si sviluppò soprattutto in Toscana e precisamente a Firenze, ma velocemente si propagò in tutta Italia. Ecco i suoi elementi caratteristici:

  • Rotondità delle lettere
  • Minor slancio delle aste
  • Corsiva con pochi legamenti
  • Corpo delle lettere schiacciato
  • Penna a taglio tondo con punta dritto
  • Mancanza di maiuscole e punteggiatura

Questa scrittura divenne famosa grazie a Boccaccio che la utilizzò per scrivere il Decamerone.

La xilografia invece assomiglia di più ad una tecnica di stampa, anche se sarebbe più opportuno definirla tecnica di copiatura. Serve a riprodurre una copia in numero elevato. L’origine di questo metodo non è europeo ma bensì cinese, fu da lì che approdò infine in Europa intorno al 1300. Venne utilizzata molto per la riproduzione di immagini, successivamente anche per la produzione di testi.

I caratteri tipografici di Gutenberg

bibbia di gutenbergLa stampa non sarebbe mai potuta esistere senza lo studio e l’invenzione dei caratteri tipografici. Sono questi elementi ad essere alla base del funzionamento che conosciamo.
Sono tasselli metallici in cui viene intagliato a rilievo in carattere si ogni singola lettera. Non sono un’invenzione europea in realtà, poiché arrivato dalla Cina e dall’Oriente in generale. In Corea erano prodotti con il bronzo e utilizzati fin dal XIII secolo.

La disposizione su un telaio di questi caratteri componeva la pagina da stampare. Non si doveva più incidere una pagina per volta, che era pronta da imprimere in pochi secondi per essere riprodotta quante volte lo si desiderava.

Fu Gutenberg ad inventarli. Tutti noi dobbiamo moltissimo a questo personaggio. Era figlio di orafi e furono proprio le competenze del padre ad aiutarlo a realizzare questo meccanismo dei caratteri tipografici. Nonostante l’esilio a Magonza alla fine degli anni Venti del Quattrocento continuò a ragionare sulla sua nuova idea per stampare libri.

Tornato da Magonza, grazie ai finanziamenti di un di un borghese iniziò a produrre i suoi macchinari, che perse però proprio a causa di un processo relativo all’indebitamento rispetto a questi prestiti.
La Bibbia fu un’opera speciale, ma non l’unica. Ecco gli altri esemplari di fogli stampati che si possono ricondurre a Gutenberg:

  • Indulgenze per la guerra al turco nel 1452
  • Bibbia primitiva a 36 caratteri nel 1452
  • Seconda edizione della Bibbia nel 1454

Ma fu il testo sacro del 1455 a 42 caratteri a rappresentare la più alta rappresentazione del suo talento. Si trattava di un’opera anche piuttosto raffinata, con abbreviazioni e l’utilizzo di 300 caratteri tipografici diversi.

L’evoluzione della stampa in Italia

Da allora in poi il fenomeno fu inarrestabile. Dal 1470 in poi dalla Germania si estende all’Italia, da lì a tutta l’Europa il passo è breve.
Per quanto riguarda l’Italia il personaggio più rilevante è senza dubbio Aldo Munuzio. Un umanista che stabilitosi a Venezia da Bassiano grazie ad una riproduzione della macchina di Gutenberg riuscì a produrre degli esemplari bellissimi di classici latini, greci e italiani.
Un altro esperimento interessante fu quello della realizzazione di un libro scritto appositamente pensando alla tipologia di stampa. L’Hypenerotomachia Poliphili è un romanzo scritto proprio con una lingua inventata, in grado di far emergere la genialità e la potenzialità creativa della stampa stessa e di tutta la tipografia, che poteva finalmente ergersi quasi a forma d’arte.

Forse all’inizio nessuno si rese ben conto di cosa significasse l’invenzione della stampa. Ma passarono pochi decenni perché tutti potessero comprendere la portata rivoluzionaria. Ecco quali sono state nel breve e lungo periodo le conseguenze più importanti:

  • I libri divennero accessibili ad un pubblico ampio
  • La chiesa non poté più controllare il contenuto dei libri
  • Le idee di qualsiasi tipo circolavano rapidamente

Se pensiamo anche alla riforma di Martin Lutero, all’affissione delle tesi e alla diffusione molto rapida del suo pensiero, possiamo avere una minima idea di quanto la stampa influenzò anche a livello politico, religioso e culturale la vita delle persone e la storia dell’Umanità.

La stampa è diventato sinonimo stesso di divulgazione. L’ambito giornalistico, grazie al quale le notizie giungono da una parte all’altra con celerità, si è sviluppato grazie a questa invenzione. Prima ci si poteva informare solo trasmettendo notizie oralmente, immagina che grande apporto Gutenberg ha dato alla nostra possibilità di sapere cosa accade nel mondo.

In sintesi ecco le conseguenze più rilevanti dell’invenzione della stampa:

  • Nascita di una letteratura di consumo
  • Diffusione notizie a stampa
  • Standardizzazione del pensiero
  • Standardizzazione dei linguaggi volgari

Non è semplice sintetizzare una delle scoperte migliori dell’uomo, ma speriamo che questo articolo abbia espresso a sufficienza la nostra gratitudine nei confronti di Gutenberg e di tutti i protagonisti che hanno contribuito a far crescere e diffondere la stampa.

 

 

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