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Come strutturare una tesi: quello che devi sapere

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Siete prossimi a laurearvi? In questo articolo curato dallo staff dell’università online Niccolò Cusano di Trieste potrete trovare tutti i consigli su come strutturare una tesi di laurea e tutti gli step da seguire per fare un lavoro di qualità ed apprezzato dal corpo docente.
Struttura tesi di laurea
Infatti, una tesi ben fatta concorre ad essere un biglietto da visita della vostra preparazione e delle vostre inclinazioni. Non è un segreto che la tesi rientri tra i principali argomenti di un colloquio conoscitivo ad opera dei reparti di risorse umane aziendali. Questo perché, in assenza di precedenti esperienze lavorative, la tesi rappresenta un modo per indagare gli interessi del candidato ad una posizione lavorative: i recruiter, dunque, chiederanno informazioni sul motivo della scelta di un determinato argomento, sulle condizioni in cui si è svolta la ricerca e sui possibili sviluppi del tema trattato – soprattutto se in linea con la mission dell’azienda stessa.

Ecco perché la tesi – sia quella triennale sua quella magistrale – non deve essere considerata meramente una conclusione del percorso di studi da portare a termine (e poi accantonare) il prima possibile bensì deve essere pensata come una testimonianza dei propri interessi e delle proprie aspirazioni.

Ma andiamo con ordine e vediamo quale deve essere nella pratica la struttura di una tesi di laurea

Struttura tesi di laurea: i punti chiave da seguire

Iniziamo con il dire che in un esempio tesi di laurea, per quanto riguarda la struttura, non devono mancare mai le seguenti parti del testo:

Indice

Iniziamo con il diretto discendente della scaletta su cui è stato basato il lavoro: l’indice. Può essere messo all’inizio del lavoro (subito dopo frontespizio ed abstract) o in conclusione (prima della bibliografia).

Ciò che conta è che sintetizzi in modo chiaro la suddivisione di capitoli e paragrafi che dovranno essere strutturati come di seguito:

Capitolo 1 – TITOLO (pag. 1)

Paragrafo 1.1 – TITOLO (pag. 5)

Parafrafo 2.1  – TITOLO (pag. 9)

Parafrafo 3.1 – TITOLO (pag. 15)

Capitolo 2 – TITOLO (pag. 21)

Parafrafo 1.2 – TITOLO (pag. 25)

Paragrafo 2.2 – TITOLO (pag.27)

In questo modo sarà sempre facile andare a recuperare una certa informazione. Il consiglio, dunque, è quello di redigere l’indice quando il testo della tesi è scritto interamente e non deve essere più modificato.

Introduzione

Si tratta dell’apertura della tesi in cui si spiegano le motivazioni che hanno portato alla scelta dell’argomento e l’analisi che si andrà a trovare nel corso delle pagine seguenti. Quindi, sarà opportuno parlare in generale di cosa la tesi tratterà senza descrivere il contenuto di ciascun capitolo troppo nel dettaglio.

Corpo del testo

Ecco il cuore della tesi: nel corso dello svolgimento andranno portati in luce  il contesto analizzato e la letteratura esistente sull’argomento, gli studi sui quali ci si è focalizzati, esempi pratici e casi specifici.

Conclusione

Infine, è il momento di tirare le somme indicando quali sono stati i risultati conseguiti e quali potranno essere degli sviluppi futuri dello studio svolto. Ricordate le premesse e mettete in bella vista i risultati ottenuti.

Bibliografia

Infine, la tesi non può prescindere dall’avere una bibliografia ben fatta e ben strutturata dove siano riportati tutti i manuali, gli articoli di giornale, le ricerche e si siti internet consultati nel corso della stesura.

Le fonti consultate, infatti, arricchiranno il lavoro fornendo la consapevolezza – a chi lo leggerà – del grande lavoro di studio ed interpretazione ed analisi svolto dal laureando.

Quanto detto vale sia per la tesi triennale (che, generalmente deve essere di minimo 30 pagine) sia per la tesi magistrale (non meno di 150 pagine).

Step da seguire per scrivere la tesi: vediamoli insieme

Infine, prima di concludere il nostro articolo, lo staff della Unicusano di Trieste vuole fornire alcuni consigli su come organizzarsi quando si inizia a pensare al lavoro di tesi. Nello specifico, quando questa deve essere chiesta al relatore, come va scelto quest’ultimo e cosa bisogna avere in mano nel corso del primo ricevimento in cui richiederemo la tesi…

Se siete interessati continuate a leggere…

Quando richiedere la tesi: i tempi tecnici

Iniziamo dicendo che la tesi deve sempre essere chiesta con un certo anticipo, in modo tale da avere tempo per organizzare il lavoro e scriverlo nel migliore dei modi. Per questo è sempre bene chiederla almeno due o tre sessioni d’esami prima della sessione di laurea così da essere certi che il professore abbia tempo per visionare il lavoro, correggerlo e portare avanti le pratiche di iter burocratico.

Ovviamente non occorre iniziare a scrivere la tesi nel momento in cui la si richiede ma questo serve per fissare un punto d’inizio in cui ci si inizierà a concentrare su questo lavoro conclusivo senza però mettere in secondo piano gli esami che occorre affrontare per arrivarci.

E se dovesse scalare a causa di qualche esame andato male? Niente paura, tre mesi non hanno mai cambiato la vita di nessuno: l’unica scocciatura sarà il fatto di dover tornare in segreteria studenti.

Scegliere il relatore: una decisione impegnativa

esempio tesi di laureaQuando si pensa al lavoro di tesi, questo deve essere automaticamente “allacciato” ad una delle materie del proprio corso di studi. Il professore che insegna la materia, dunque, diventerà il vostro relatore naturale.

Occorre comunque riflettere su questa scelta: il relatore sarà una guida fidata per l’intero corso della stesura della tesi e bisogna fidarci di lui. Inoltre potrebbe verificarsi l’ipotesi che il relatore desiderato in qual momento non accetti tesisti o che tenda a “scaricare” il lavoro sui suoi assistenti.

Sono tutte considerazioni da fare, nel caso si presentassero, così da poter gestire un eventuale cambio di relatore senza stress.

Infine, è possibile che il relatore voglia mettere qualcosa di se stesso nella tesi, proponendo la lettura di manuali scritti da lui o cercando di convincere il laureando a cambiare argomento in vista di uno maggiormente di suo interesse; anche questo andrà valutato prima di scegliere definitivamente.

Come scegliere l’argomento della tesi: via libera alle passioni

Quando un laureando inizia a pensare alla tesi, è naturale che opti per argomenti in linea con materie che sente maggiormente “affini” e nelle quali – spesso – ha ricevuto una valutazione positiva all’esame.

Dunque l’argomento che si sceglierà dovrà essere (per lo studente e per il relatore a cui si porterà in visione) interessante, stimolate, con molte fonti da visionare, soggetto a nuovi studi, da interpretare…

Soffermatevi a scegliere argomenti interessanti, pensando già alla struttura che si vorrà dare al proprio lavoro.

Tesi compilativa o sperimentale: ecco come decidere

Infine, anche in accordo col relatore, è bene capire se il lavoro che si andrà a svolgere sarà di tipo compilativo o sperimentale. Nel primo caso si parla di un’analisi ed un commento delle fonti già esistenti; nel secondo caso, invece, lo studente dovrà fare un lavoro che porterà a nuove teorie e nuovi sviluppi grazie a esperimenti e novità in materia.

Cosa presentare al professore: ecco cosa avere in mano al primo ricevimento

Quando tutto questo detto fin ora è stato deciso, è ora di chiedere appuntamento al docente per un primo incontro. Ogni studente potrà mettere molto di se stesso in questo; comunque, ciò che occorre è non arrivare a mani vuole  – dimostrando così interesse e voglia di fare.

La cosa migliore è avere in mano un argomento chiaro da presentare, una bozza di titolo e una prima stesura della scaletta della tesi (che, poi, potrà essere ristretta o ampliata a seconda delle esigenze).

Un docente che vedrà tanta passione in uno studente non potrà fare a meno di lodarne l’impegno e la tenacia.

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