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3 esempi di bibliografia per la tesi di laurea

Commenti disabilitati su 3 esempi di bibliografia per la tesi di laurea Studiare a Trieste

Sei alla disperata ricerca di esempi per la bibliografia della tua tesi di laurea? Eccoti servito. In questo articolo facciamo chiarezza sulla funzione di una buona bibliografia all’interno della tua ricerca e su come strutturarla per non commettere errori.

Cos’è la bibliografia

come scrivere la bibliografiaHai studiato tanto, tantissimo. E l’hai fatto su libri, manuali, saggi e articoli. Anche sui siti internet, dal momento che lo studio ormai abbraccia totalmente le possibilità date dalla rete. È utile, oltre che doveroso, elencare in modo sistematico tutte le fonti a cui hai attinto. Questo elenco, redatto secondo linee guida ben precise, è parte integrante della tua tesi di laurea. A chi consulta la ricerca offre la possibilità di comprendere quali letture e quale percorso di studio ha orientato l’approfondimento del tema. I motivi che rendono la bibliografia di tesi una delle sezioni più rilevanti possono essere sintetizzati così:

  • Capire l’aggiornamento degli studi su un determinato argomento
  • Fornire indicazioni sulla tipologia di lavoro
  • Approfondire ulteriormente i temi

Ovviamente non è necessario aver letto totalmente i volumi citati, è sufficiente che all’interno della tua ricerca sia stata affrontata una riflessione all’interno di un capitolo. Tutto il materiale che ha fatto parte dello studio svolto per la tesi deve rientrare dentro questo elenco. Non è invece necessario citare opere che non sono state consultate, anche se rappresentano fonti privilegiate per l’argomento che hai scelto. Ci saranno i rimandi a queste opere in altre pubblicazioni di altri autori, non compete a te citare opere che non direttamente studiato e visionato.

Tesi e bibliografia: perché è importante?

La commissione di laurea si concentrerà per pochi minuti sul tuo lavoro. Il relatore sarà l’unico a conoscerlo totalmente, ed eventualmente il correlatore. Gli altri professori avranno la possibilità di seguire la tua esposizione orale e di sfogliare la tesi al momento. Sicuramente una delle prime cose che faranno sarà quella di cercare la bibliografia. Dalla lettura attenta dei titoli che hai studiato comprenderanno e valuteranno il tuo lavoro. Una buona tesi dev’essere arricchita con una buona bibliografia. Non è un aspetto da curare forzatamente. Possiamo affermare che per forza di cose chi avrà strutturato una buona ricerca si ritroverà spontaneamente con una lista di libri studiati e consultati molto corposa e pertanto ne verrà fuori una più che rispettosa bibliografia.

Ma questa parte della tesi non è importante solo nel contenuto, lo è anche nella forma. Esistono specifiche regole da seguire per redigerla correttamente. Norme redazionali universalmente riconosciute, che cambiano solo per alcuni aspetti. Bisogna fare attenzione, perché il materiale è spesso numeroso e se esposto in maniera confusionaria non si riesce a comprendere da quale origine provenga. Di solito le principali fonti bibliografiche sono:

  • Libri
  • Articoli pubblicati in riviste
  • Articoli di quotidiani
  • Articoli di riviste digitali

Le modalità con cui vengono inserite le fonti in una bibliografia sono differenti a seconda della materia del corso di laurea. Ogni disciplina ha le sue specifiche. Ma esistono anche regole generali che si applicano a qualunque contesto. Nel prossimo paragrafo chiariamo meglio questi aspetti.

Standard di compilazione della bibliografia di tesi

Al di là della facoltà in cui ti stai per laureare ci sono delle norme che devi rispettare se vuoi scrivere una bibliografia corretta. Innanzitutto vogliamo consigliarti di chiedere al tuo docente relatore quali sono i suoi suggerimenti in merito. Scegliere un relatore ha molti vantaggi, tra cui anche questo. Per qualsiasi chiarimento avrai il supporto di una persona competente, non commettere errori banali, chiedi prima di procedere per tentativi.

Ma intanto tieni a mente queste semplici regole, quelle che non devono assolutamente mai sfuggirti:

  • Elenco in ordine alfabetico
  • Opere citate in ordine di data, dalla più vecchia alla più recente
  • Privilegiare prime edizioni

L’ordine alfabetico è quasi una banalità, ma sempre meglio ribadire il concetto. Le opere vanno citate a partire dal cognome dell’autore, a cui si affianca l’iniziale del nome. Quando si indicano più opere di un medesimo autore si deve farlo in ordine cronologico, dalla più vecchia alla più recente. Quando si citano opere straniere si inserisce tra parentesi l’edizione originale.

Ti forniamo uno schema preciso, utile a tenere sempre d’occhio la successione delle informazioni da inserire:

  • Cognome autore e nome puntato
  • Titolo e sottotitolo (corsivo, separati da punto)
  • Luogo di pubblicazione (si trova nel colophon, dietro il frontespizio)
  • Case editrice
  • Data di pubblicazione (tra parentesi)
  • Numero dell’edizione
  • Numero di pagine
  • Traduzione

Per quest’ultimo punto bisogna fare delle precisazioni. Si specifica, per l’edizione italiana, nome del traduttore, titolo tradotto, luogo di edizione, editore, data, e numero pagine (ripercorrendo lo schema già fornito qui sopra). Queste indicazioni si scrivono in minuscolo e si separano con le virgole.

Ecco un esempio di bibliografia corretta:

Piva F., Storia di Leda. Da bracciante a dirigente di partito, Milano, Franco Angeli, 2008 

Tre esempi di bibliografia da ricordare

citare opere in bibliografiaPer cercare di fornire informazioni utili alla redazione di bibliografie diverse, vogliamo darti indicazioni più precise in merito a tre casi che si presentano frequentemente al momento di scrivere la tesi. Ecco quali sono:

  • Più libri dello stesso autore
  • Libro scritto da più autori
  • Articolo di rivista

Quando si devono citare due libri scritti dallo stesso autore questi devono comparire in ordine cronologico crescente. A volte è concesso l’utilizzo del termine idem per gli uomini e eadem per le donne, a loro volte abbreviabili in Id. e Ead. Questi due pronomi latini vengono utilizzati per sostituire la ripetizione del nome

Il risultato sarà il seguente:

Collotti E., La Germania nazista, Torino, Einaudi, 1962.
– Fascismo, fascismi, Firenze, Sansoni, 1989.

Collotti E., La Germania nazista, Torino, Einaudi, 1962.
Id., Fascismo, fascismi, Firenze, Sansoni, 1989.

Per inserire un libro scritto da più autori si segue il seguente schema:

  • Cognome e nome puntato degli autori in ordine alfabetico
  • Titolo libro in corsivo
  • Luogo di pubblicazione
  • Casa editrice
  • Anno di pubblicazione

Sostanzialmente le indicazioni restano invariate, esattamente come abbiamo mostrato negli esempi di bibliografia precedenti. Ecco un ulteriore esempio più preciso per un volume scritto da un numero massimo di 3 autori:

Bertucelli L., La gestione della crisi e la grande trasformazione (1973-1985), in Bertucelli L., Pepe A., Righi M.L., Il sindacato nella società industriale, Roma, Ediesse, 2008.

L’inserimento di un articolo segue più o meno le stesse linee guida. Con alcune precisazioni. Ecco lo schema da seguire:

  • Cognome e nome puntato dell’autore
  • Titolo dell’articolo (corsivo)
  • Titolo della rivista preceduto da “in” e virgolettato (corsivo)
  • Anno (scrivere a. e indicare la cifra in numeri romani) e numero rivista (scrivere n. e indicare la cifra in numeri arabo evidenziata in grassetto)
  • Data pubblicazione
  • Intervallo delle pagine consultate

Come per i casi precedenti ecco un’indicazione esaustiva di come dovrai inserire gli articoli nella tua ricerca:

Balbo L., Le condizioni strutturali della vita familiare, in “Inchiesta”, a. III, n. 9, gennaio- marzo 1973.

Ci auguriamo che queste indicazioni abbiano fornito materiale utile alla redazione della tua tesi di laurea. La bibliografia avrà il suo peso anche in sede di valutazione, per cui siamo felici di aver dedicato un articolo del nostro blog a questo tema che sta tanto a cuore ai nostri studenti alle prese con l’ultimo grande passaggio della loro carriera universitaria. Non ci resta che augurarti un caloroso in bocca al lupo, nella speranza che il risultato superi le tue più rosee aspettative. Buona bibliografia e buon proseguimento di carriera!

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